12.9.09

A Single Man (id., 2009)
di Tom Ford

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CONCORSO
FESTIVAL DI VENEZIA 2009

Il single del titolo è il protagonista, un omosessuale professore universitario nell'America della fine degli anni '50 (o inizio '60 fate voi) che ha perso il suo amore dopo 16 anni di rapporto e si trova di fronte ad un'esistenza solitaria in un tempo e un luogo che non lo comprende e nel quale si sente tarpato.

Il film non è sull'omofobia si badi bene ma sul sentimentalismo, in questo senso è molto vicino (ma non all'altezza) dei film di Ang Lee (che è presidente di giuria per chi non lo ricordasse). E' un percorso individuale di perdizione e salvezza emotiva che passa attraverso la morte del proprio amato, l'elaborazione del lutto, lo specchio degli altri (il personaggio di Julianne Moore, l'amica che lo voleva come amante e che per lui rappresenta la vita di compromessi con un uomo che non si ama) e infine una nuova storia e un nuovo inizio.

Se è vero che il tocco di Tom Ford è lieve e delicato e Colin Firth in armonia con tale stile è misuratissimo è anche vero che il film a furia di tocchi lievi non trova vero sentimentalismo (la cornice, la struttura, la fotografia e la trama sono quelle del melò non prendiamoci in giro) e contrariamente alle opere migliori di Ang Lee i personaggi rimangono lontani, isolati nel loro sfondo da cartolina senza riuscire ad incastrarsi in esso.
La storia del single di Tom Ford in sostanza non trae forza dall'ambientazione, non riceve ancora più senso e sentimento dal contesto e dagli altri personaggi (tutti funzionali al protagonisti e assolutamente incapaci di vivere di vita propria) ma sembra un racconto distaccato dalle contingenze, una fredda considerazione sul sentimentalismo.

4 commenti:

el señor dionigi ha detto...

In questa pazza settimana cinefila ho visto anche questo e, posso dirlo?, una frociata pazzesca!
Per carità, la fotografia riconcilia con il cinema, la cura dei dettagli è commovente, le inquadrature stupende, ma dopo la scena molto cassavetsiana tra Firth e la Moore è impossibile tenere aperto anche un solo occhio..

gparker ha detto...

un film raccontato con i piedi

sigosiendobostero ha detto...

Sinceramente, a me questo film non è piaciuto. Ritengo sia eccessivo il martellare di Tom Ford con oggetti anni Cinquanta. Eccessivo l'uso di filtri. Il film stanca, meglio: sfinisce, nonostante l'idea sia buona.

Salvo solo Colin Firth, la sua scarpa (si vede bene nella scena in cui la spazzola) e il biglietto che chiede un nodo windosor per la sepoltura.

gparker ha detto...

concordo