2017/2018

2016/2017

2015/2016

2014/2015

2013/2014

2012/2013

2011/2012

2010/2011

2009/2010

2008/2009

2007/2008

2006/2007

2005/2006

2004/2005

22.6.08

Lontano Dal Paradiso (Far From Heaven, 2002)
di Todd Haynes

Di Todd Haynes per una serie di casualità non conoscevo nulla prima di Io Non Sono Qui, avevo perso sia Velvet Goldmine che Lontano Dal Paradiso all'epoca della loro uscita e mai recuperati.
Inutile dire che dopo la visione del capolavoro dylaniano si è imposta la visione dei precedenti exploit non appena mi fosse stato possibile.

Lontano Dal Paradiso è quello che avevo letto e ancora di più: un esercizio di stile pauroso con dietro una visione e una conoscenza cinematografica profondissima (conoscenza del passato e della tecnica), ma anche un fenomenale film a se stante.
Haynes non parte tanto da Sirk, ma dagli anni '50 e dalla realtà dell'epoca per farne un ritratto più obiettivo di quello che si poteva evincere dal cinema dell'epoca. Per fare questo utilizza quel filtro, cioè utilizza il modo in cui chi non ha vissuto quegli anni li vede, l'immagine mediatica che ne abbiamo tutti quanti e che ci viene dal cinema, dalla televisione e dalle foto d'epoca. A questa però aggiunge dei tocchi di realismo all'epoca impensabili.

E' fenomenale l'equilibrio tra passato e moderno, frutto di scelte davvero altissime.Trama moderna su scenografie passate, movimenti di macchina assolutamente moderni su fotografia che guarda indietro con i suoi colori usati in chiave espressionista, recitazione moderna su movenze passate (si baciano solo a stampo), situazioni passate per intrecci moderni, ritmo passato e dialoghi moderni... E si potrebbe continuare a lungo.

Ma come dicevo goduria cinefila e tecnica a parte (ma che piacere che da però...), Lontano Dal Paradiso fa anche un suo discorso autonomo non tanto sul razzismo negli anni '50, quanto sulla solitudine umana e l'alienazione della vita borghese dell'epoca. Proprio come i melodrammoni dell'epoca il tema messo in primo piano è uno (anzi in questo caso due: razzismo e omosessualità), ma sotto, mentre tutti sono distratti a pensare al razzismo, passano altri significati, passa una visione di mondo che cozza con i colori brillanti di Edward Lachman fatta di terribile solitudine, una visione cinica del mondo in cui nessuno a nulla e alla fine nulla si può risolvere perchè la società intesa come aggregato di esseri umani dal quale ognuno può trarre vantaggio semplicemente non esiste.

Opera coltissima che cerca il consenso popolare senza tuttavia abbassarsi a dare al pubblico quello che vuole ma solo proponendo diversi livelli di lettura. Chi li vuole leggere poi lo fa e chi non vuole non lo fa.
Posta un commento
Creative Commons License
...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.