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21.2.09

Una perdita per il cinema? Mah........

Succede che muore Oreste Lionello, uno dei doppiatori più attaccati agli attori cui presta la voce. Immaginare Woody Allen senza la voce di Lionello è molto difficile. Vuoi per il timbro particolare e per la cadenza che gli aveva impresso, vuoi per un certo modo di doppiare sopra le righe che molto modifica dell'interpretazione originale, vuoi infine per una visione "creativa" del doppiaggio che partorisce anche fuori dal seminato intenzioni, inflessioni ecc. ecc. Lionello è Woody Allen.

Nei commenti al post scorso in cui si è finiti a parlare di Lionello ho sostenuto che negli ultimi film non era lui il doppiatore di Allen ma uno con la voce identica. In realtà ho parzialmente sbagliato. Esiste un doppiatore in grado di rifare l'inflessione che Lionello ha dato a Woody Allen ma non l'ha mai fatto in un film di Allen, bensì nella serie animata PsicoVip di Bozzetto di prossima messa in onda della Rai (poichè negli originale film di Bozzetto il personaggio MiniVip era appunto doppiato da Lionello e nelle movenze e nel fisico ricorda Woody Allen).
L'effetto è perfetto, cioè io stesso, appassionato di Allen non avevo notato la differenza e pensavo fosse Lionello.

Dunque, teoricamente, una continuità nel doppiaggio di Woody Allen è garantita. E allora mi chiedo: che utilità ha e che unicità il doppiatore nel momento in cui è replicabile senza effetti collaterali?
Non è l'attore di un dramma radiofonico, il cui spettro di emozioni e recitazione è talmente vasto e complesso da essere inimitabile anche da qualcuno con la stessa voce, ma un attore che coadiuva le immagini, è il 50% di una messa in scena, una componente che (l'ho visto e sentito) può essere sostituita da qualcuno altrettanto bravo e capace di un'imitazione abile.

E inoltre lo stile di doppiaggio di Lionello, talmente forte, sottolineato, creativo e sopra le righe tale da risultare insostituibile una volta che lo spettatore ci abbia fatto l'orecchio quanto fa male ad un film ed un attore?
Se vedere Allen e sentire una voce diversa infastidisce così tanto significa che in precedenza c'è stato un contributo troppo grande, che ne ha snaturato parte della recitazione e dell'impatto finale visto che senza ci si sente perduti (e lo dico io che preferisco la lingua originale). Un contributo talmente devastante che il doppiatore che lo sostituisce dovrà imitare qualcuno che si rifaceva alla parlata originale dell'attore. Una cosa folle!

11 commenti:

Fabio ha detto...

Se vedere Allen e sentire una voce diversa infastidisce così tanto significa che in precedenza c'è stato un contributo troppo grande, che ne ha snaturato parte della recitazione e dell'impatto finale visto che senza ci si sente perduti

Questa tua considerazione fa nascere in me la voglia di fare un paradosso. Lo faccio.
Se domani Allen fa un film e decide di farsi ridoppiare (in inglese), e succede che il pubblico si infastidisce e prova un senso di smarrimento?
Cosa dobbiamo concludere, che Allen snaturava se stesso?
Cioè non sono molto d'accordo con l'equazione contributo grande, imprescindibile=doppiaggio invadente. Anche se magari nel caso in questione sono vere tutte e due le cose.

Per quanto riguarda il doppiaggio in generale devo dire invece che io sono uno di quelli che è abbastanza rassegnato all'idea che con l'adattamento perdiamo l'originale. Non ho quindi questa tensione verso la fedeltà; vedo i film doppiati come se fossero dei rifacimenti.
A sto punto non mi scandalizza che si finisca per necessitare di uno che sa rifare Lionello.


Noodles ha detto...

Post molto interessante. Anch'io mi chiedevo come avremmo fatto ad ascoltare - almeno al cinema, in sala - Allen senza il "suo" doppiatore. Qui siamo anche oltre Amendola-De Niro/Pacino. Allen e Lionello sono inscindibilmente legati da sempre. (Io però trovo che la voce di Lionello somigli molto a quella di Allen, anche nel modo di recitare, anche se è vero che Lionello calca un po' più la mano, com'è nella tradizione "bozzettistica" e da caratteristi del cinema nostrano).
Mi soffermerei sul tuo ultimo paragrafo. siamo di fronte a un grande paradosso, è vero, ma l'abitudine è dura a morire. Per anni, prima dei dvd, tutti hanno ascoltato woody con la voce di Lionello. Ora, se possiamo accettare di ascoltarlo in originale, in virtù appunto di un concetto di "revoca dell'artificio nostrano" - e come dicevo anche in virtù del fatto che a me sembrano due voci molto simili - è impensabile ascoltarlo però, in italiano, con la voce di un altro che non sia Lionello!


alp ha detto...

"che utilità ha e che unicità il doppiatore nel momento in cui è replicabile senza effetti collaterali?"
non credo che tutti i doppiaggi siano replicabili.....Woody Allen ha finito, nella versione italiana, per diventare una maschera e pertanto ha un doppiaggio molto caratterizzato e imitabile. Ho letto che Toto' negli ultimi film veniva spesso e volentieri doppiato da Carlo Croccolo senza che lo spettatore avvertisse nessuna differenza...non credo che questo cambi molto l'idea che abbiamo della grandezza di Toto'.


jack skellington ha detto...

anch’io non direi che i doppiatori siano replicabili, anzi mi pare che questa di lionello sia al più un'eccezione. inoltre, non credo che la “bravura” e l’insostituibilità di un doppiatore vada di pari passo con la sua “creatività”, ferruccio amendola docet. nel caso di allen, il suo cinema è poi così parlato e “logorroico”, che la voce finisce per avere un ruolo importantissimo nell’identificazione del personaggio, ed è quindi inevitabile che si finisca per affezionarsi ad essa, a prescindere dal fatto che il doppiaggio sia stato creativo o corretto.


gparker ha detto...

fabio:il caso che fai lo possiamo applicare a tutti gli attori, l'eventualità che improvvisamente decidano di doppiarsi anche nella lro lingua li snaturerebbe per questo non lo fanno, per questo il doppiaggio è assurdo. e più è creativo più è assurda perchè vincola ancor di più.

noodles:sono daccordo sul fastidio di ascoltarlo con un'altra voce. cosa che secondo me palesa l'assurdità di tutta questa situazione.

alp: si croccolo ha doppiato totò anche in alcune scene tagliate all'epoca e ora reintegrate ma prive del sonoro.
Lì si trattava di una necessità e di una cosa molto circoscritta che non potrebbe mai sminuire una vita. altro discorso sarebbe se si scoprisse (per assurdo) che totò è stato sempre doppiato da croccolo.


Christian ha detto...

A me fa effetto quando sento Bud Spencer parlare con la sua vera voce. Per me il "vero" Bud Spencer equivale al corpo di Bud Spencer più la voce dei due attori che lo hanno sempre doppiato negli anni '70 e '80.
Allo stesso modo, non potrei sentire Oliver Hardy senza la voce di Alberto Sordi (ma anche in questo caso, credo che la sua voce fosse imitata da un altro nei cartoni animati)...


gparker ha detto...

ma questa "dipendenza" non è ancor di più una dimostrazione della stortura introdotta dal doppiaggio?

Poi nel caso di Bud Spencer è una decisione di chi il film lo fa percui è un altro conto. Ma quando non è il regista a deciderlo...


Fabio ha detto...

ma questa "dipendenza" non è ancor di più una dimostrazione della stortura introdotta dal doppiaggio?

Secondo me no. Anche secondo skellington mi pare.
Per questo facevo il paradosso che dice che diventeremmo dipendenti anche dalle voci originali (che non possono costituire una stortura perché sono appunto originali) se mai qualcuno si facesse ridoppiare nella propria lingua.

Oppure non ho capito bene la tua linea di ragionamento.


gparker ha detto...

si teoricamente il paradosso che fai tu è corretto. Ma è come dire che siamo dipendenti da un attore per un ruolo di un serial (prendi Jack di Lost o Fox Moulder di X-Files e lo fai fare ad un altro attore, c'è da sentirsi male) ma sono dipendenze per l'appunto paradossali.
Non penso che possano fungere da metafora per il doppiaggio che invece è esso stesso una forzatura.


SVVV ha detto...

premetto: non ho letto tutti i commenti, quindi magari è stato già detto.

il punto è che a primo acchitto leggendo il post sono stata d'accordo con te, forse un doppiaggio estremamente caratterizzane snatura il messaggio..?

poi ho pensato che in fondo è un fatto puramente sociale e riguarda la localizzazione del contenuto culturale.
se un messaggio va trasmesso ad un pubblico eterogeneo è immancabile che localmente lo si adatti. vedi per gli espedienti più propriamente linguistici (usare un modo di dire al posto di un altro) vedi per le inflessioni e quindi la (parziale) rielaborazione dell'atteggiamento del personaggio.
si formano perciò due testi diversi: l'originale e quello a consumo locale. non si scappa, è nella natura delle cose.
e questo non per "rendere più gradevole" al pubblico il messaggio stesso ma semplicemente per renderlo socialmente apprezzabile nel bene e nel male.
alla fine a stringere se vuoi il vero senso originale devbi necessariamente vedere il film in lingua originale e ti accorgerai di mille sfumature che nella "traduzione" erano state rielaborate.
lingua-cultura, sic.


gparker ha detto...

sono daccordo con te con il concetto di doppiaggio/adattamento (anche se fino ad un certo punto). Ma la questione è se caratterizzarlo tanto come lionello/allen o più blandamente come negli altri casi.


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