La rivista di divulgazione scientifica Acta Psychologica ha pubblicato una ricerca fatta dal dr. Alan Castel della facoltà di psicologia della Washington University di St. Louis, nella quale viene dimostrato come i videogiocatori molto esperti abbiano una maggiore velocità nel cercare le cose, in sostanza nel "puntare" gli occhi. La ricerca si è basata sul criterio di dimostrare per prima cosa che i videogiocatori per fare operazioni come "cercare le chiavi della macchina" segueno gli stessi criteri e procedure dei non videogiocatori (e così è) e poi dimostrare che lo fanno più velocemente. Certo lo scarto è di circa un centinaio di millisecondi (.......) però c'è. Come corollario è ragionevole supporre che abbiano tempi di reazione migliori in caso di imprevisti alla guida e cose simili. Secondo lo studio questo dimostra che l'esercizio ai videogiochi può essere una buona terapia riabilitativa per il cervello dopo che ha subito forti traumi o in caso di problemi di perdita di memoria dovuti alla senilità.
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Template modificato con il sudore della fronte da Gabriele Niola.






4 commenti:
Ovviamente si dovrebbero anche calcolare le "conseguenze" di un prolungato tempo di gioco.
cazzo, ce lo vedi mi nonno che gioca ai videogames per riaquistare i riflessi di un tempo....??
Quindi che ne so, c' è la possibilità che se Tyson tira un cazzotto al Roscio lui lo schiva alla Matrix? (sarebbe MERAVIGLIOSO)... I nerd sono i supereroi del domani...
Lo studio si basa proprio sulle conseguenze prolungate, cioè questa teoria vale sui soggetti che dedicano molto tempo ai videogiochi. Certo non indaga altri aspetti..... Però se non altro qualcosa c'è....
Ma questa teoria, un po' parafrasata era presente in un film... chi lo ricorda? Era qualcosa del tipo: "I ragazzi che giocano ai videogame hanno la miglior coordinazione occhio mano che possa esistere"......
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