15.10.05

Henry, Pioggia di Sangue (Henry: Portrait Of A Serial Killer, 1986)
di John McNaughton

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Henry Pioggia di Sangue, è il film che in Caro Diario di Nanni Moretti scatena le ire del regista che, andato al cinema a vederlo e schifato dalla visione, si reca a casa del critico che ne aveva parlato bene chiedendosi: "Ma questa gente non ha dei rimorsi? Magari la notte" e impietosamente gli legge la sua critica positiva mentre il critico disperato piange e implora "Basta! Basta!".
La critica davvero ne parla bene mi sono documentato, ed in effetti il film non è un snuff movie tutto sangue e violenza come vorrebbe far credere Moretti (o come lui ritiene), ma c'è di più, c'è la volontà di indagare la mente malata che compie atti di violenza gratuiti.
Henry uccide senza un motivo, senza una ragione, uccide quasi per vivere (come Van Gogh dipingeva), gira per l'America uccidendo chi capita (anche per sfuggire alla polizia), cambiando ogni volta stile ed arma per non farsi prendere. Questa violenza casuale ed efferata è anche contagiosa, chi ci prova ne rimane vittima.
E anche quando alla fine Henry, davanti all'unica donna che gli voglia dare attenzioni, sembra avere un ripensamento in realtà la casualità della violenza ha il sopravvento.
Stilisticamente il film è molto minimalista, camera per lo più statica ed inquadrature funzionali, McNaughton si concede solo qualche zoom lento ad effetto.
Però alla fine il film è più un esperimento sociologico che una parabola emotiva...





7 commenti:

Francesco De Collibus ha detto...

Per curiosità, ma studi cinema o è solo una passione?

gparker ha detto...

Sono un laureato in Scienze della comunicazione. Quindi il cinema non l'ho studiato.
E' una passione che da lì è iniziata, ho avuto l'input da due/tre film che mi hanno fatto vedere e poi mi sono visto centinaia di film per conto mio.
Non ho un background culturale particolare. Mi sono laureato con una tesi sull'uso sociale delle nuove tecnologie (l'altra grande passione) e sempre e solo per diletto ho letto libri monografici su Zhang Yimou, Truffaut, Rosselini, Kubrick, Hitchcock, etc etc e la politica degli autori poi me la sono studiata in particolar modo ma quello perchè sono un truffautiano tutta la vita. Ma non ho fatto studi seri.
Quando ero all'università (e non avevo un cazzo da fare) guardavo una media di due film al giorno, il che vuol dire che alcuni giorni ne vedevo anche 4, tutti registrati dalla televisione e da Sky (prima Stream).
Quando una cosa la ami la ami e sei talmente ansioso di vedere e comprendere che capisci di non sapere un cazzo di niente, dopo anni giungi alla consapevolezza di non sapere nulla, e questo ti spinge a vedere ancora.

Mariolone ha detto...

ehi mettilo nel tuo curriculum..cmq dalle immagini il film vale la pena di prenderlo

gparker ha detto...

Calcola che è un viaggio freddo al fianco di uno che vive di violenza senza senso.

frankie666 ha detto...

dio mio, oggi è proprio il giorno del confessionale...

"Quando una cosa la ami la ami e sei talmente ansioso di vedere e comprendere che capisci di non sapere un cazzo di niente, dopo anni giungi alla consapevolezza di non sapere nulla, e questo ti spinge a vedere ancora."

Condivido, da appassionato non posso che condividere... Aggiungerei, ma questo è per mia indole personale: E ti incazzi quando gente che ne sa ancora meno di te pretende di aver capito e di sapere tutto, o quando quella stessa gente tratta con menefreghismo cose che per te sono sacre.

gparker ha detto...

Quando incontro qualcuno che trascura e tratta con leggerezza cose per me fondamentale il pensiero è uno solo: "Fallito"
E quando qualcuno che non sa niente pretende di saperne più di me (che cmq sono conscio di non sapere un cazzo io, quindi figuriamoci lui) penso: "Pivello"

Anonimo ha detto...

Rimane il fatto che solo a un bastardo può venire in mente di fare un film come quello.