28.1.06

Rosy-Fingered Dawn: A Film On Terrence Malick (2002)
di Luciano Barcaroli e Carlo Hintermann

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Documentario sulla filmografia malickiana fatto da appassionati del regista texano. Si vede dalle inquadrature, dalle velleità imitatorie e dalla volontà di richiamare le atmosfere del regista indugiando in più d'un caso sugli ambienti rurali che attraversano in America per recarsi da un intervistato all'altro (più che altro badlands).
Gli intervistati sono di prim'ordine (Martin Sheen, Sean Penn, Sissy Spacek, Arthur Penn, Jim Caviezel oltre a tutta una schiera di montatori, art designers e tecnici che hanno lavorato con Malick, compreso Ennio Moricone), e le interviste sono condotte bene, tutti quanti parlano in maniera appassionata, tirando fuori aneddoti e curiosità oltre all'emozione di raccontare un'esperienza che per molti è unica (di sicuro per Martin Sheen e Sissy Spacek).
Interessante quindi per certi punti di vista, ma noioso per molti altri. Pochi spezzoni dai film (e in molti casi sarebbe stato opportuno mostrarne di più) e troppi inframezzi di immagini in digitale povero e musica country americana. Sembra che l'obiettivo fosse qualcosa che va oltre le potenzialità di chi ha diretto questo documentario. A confronto è nettamente meglio il documentario Absence Of Malick che si trova (tra gli altri luoghi) tra gli extra del DVD di La Rabbia Giovane.





3 commenti:

L. ha detto...

ma il titolo del documentario da cosa deriva? perchè è stato scelto questo epiteto classico?
(oddio come mi sento spocchiosa...)

Valerio ha detto...

cazzo. avrei coluto vederlo.peccato che non fosse nulla di che...

gparker ha detto...

Credo sia stata scelta l'omerica alba dalle dita di rosa, perchè l'alba è uno dei topoi (anche io a classicismo non scherzo) malickiani. Non dimentichiamoci che I giorni del cielo è stato tutto girato nella "magic hour" mentre il sole tramonto. Magic Hour che il direttore della fotografia ribatezzò "magic 15 minutes" perchè durava pochissimo.