E 5! Con quella di ieri sera fanno 5 volte negli ultimi due anni che mi sono visto L'Ultimo dei Mohicani. Direi che basta così. Anche se ogni volta che lo vedo è un piacere, un trionfo di estetica e rigore..... E' incredibile. L'unico difetto del film, è una certa farraginosità nello svolgersi della trama, denso com'è di eventi e relazioni (cosa tipica della riduzione di un libro), percui ad un certo punto ci si perde nelle motivazioni delle azioni di ciascuno e nelle relazioni di potere che si instaurano. Ma il rigore formale ha la meglio su tutto. L'Ultimo dei Mohicani è un film che vive di sequenze che sono quasi a sè stanti (la caccia al cervo, la fuga in canoa, il dialogo dietro la cascata e l'inseguimento finale), basandosi tutto sulla logica ferrea dei generi e delle sue figure archetipe, è un film che potrebbe essere compreso anche senza i dialoghi.
Quella di Michael Mann è la quarta trasposizione cinematografica americana (senza contare quelle non americane e quelle televisive) del romanzo di John Fenimore Cooper, e l'operazione dell'autore è stat probabilmente anche di asciugare la storia e ricoprirla di epica. Tutto spinge in quella direzione, dallo score di Trevor Jones, alla meravigliosa fotografia di Dante Spinotti, alla scelta di Daniel Day Lewis, un uomo con la faccia da epica. Insuperabile anche il magnifico caraterista Wes Studi (l'urone).
Quella di Michael Mann è la quarta trasposizione cinematografica americana (senza contare quelle non americane e quelle televisive) del romanzo di John Fenimore Cooper, e l'operazione dell'autore è stat probabilmente anche di asciugare la storia e ricoprirla di epica. Tutto spinge in quella direzione, dallo score di Trevor Jones, alla meravigliosa fotografia di Dante Spinotti, alla scelta di Daniel Day Lewis, un uomo con la faccia da epica. Insuperabile anche il magnifico caraterista Wes Studi (l'urone).
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