11.9.05

Sugarland Express (The Sugarland Express, 1974)
di Steven Spielberg

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Esordio cinematografico (eh si perchè Duel fu inizialmente distribuito in televisione) di Spielberg all'insegna dell'omaggio al grande cinema americano (come tutta la prima parte della sua carriera). Da subito sono evidenti tutte le caratteristiche principali della sua tecnica. Grandi riferimenti al cinema di Ford e Welles, grandi tecnicismi, molto ritmo ed un modo molto personale di gestire i dialoghi tra personaggi e tra comprimari. Sembra quasi di vedere Lo Squalo (che arriverà l'anno dopo) in alcuni momenti, per come sceglie spesso di girare al tramonto per prendere le nuvole dipinte d'arancio e come cura il sottofondo (sia visuale che auditivo) delle scene.
Folli tecnicismi anche in questo film, c'è il primo pianosequenza di 360° all'interno di una macchina mai girato, ed è perfettamente funzionale alla trama, se non lo si sa neanche lo si nota.
La trama anche ha un che di spielberghiano, è si tratta da una storia vera, ma i toni surreali toccano in molti punti il favolistico, i personaggi vivono in un mondo d'illusioni, e come dei bambini procedono verso il loro obiettivo convinti che tutto andrà bene.
Credo che a questo film ed alle lunghe sequenze della macchina dei fuggiaschi inseguita da tantissime macchine della polizia si sia ispirato John Landis per i Blues Brothers.
Si fa un gran dire della prestazione di Goldie Hawn che a me è sembrata piatta come al solito e condita d'urla.





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