4.6.06

Palombella Rossa (1989)
di Nanni Moretti

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Certo, dopo Il Caimano fare un tuffo nel Nanni Moretti anni '80, il migliore, quello inventivo originale e pieno di cose da dire è quasi doloroso...
Palombella Rossa chiude il ciclo di Michelle Apicella (nel quale rientra anche La Messa E' Finita benchè lì il suo personaggio si chiami don Giulio) e chiude anche con un modo di fare cinema che l'aveva contraddistinto (almeno nel panorama italiano), un cinema che non ha paura di essere simbolico, un cinema dalla narrazione non lineare e dal montaggio frenetico, alterno nei risultati, ma unico per come ha saputo rielaborare l'esperienza felliniana.
La fine di Michele Apicella coincide con il crollo dell'ideale comunista, lo si è detto e sentito dire molte volte, Michele alla fine muore in un incidente mentre invoca la mamma e un tempo che non c'è più e non tornerà più (quello delle merendine e dei pomeriggi di maggio), qualcosa che già era presente in altre opere (su tutte Bianca) e dal quale ora Moretti sembra essersi definitivamente staccato. Assieme a Michele muoiono anche quelle atmosfere un po' rarefatte, muore la struttura a strip, muoiono quelle scenggiature che non temono di essere surreali (tutti i giocatori e il pubblico della partita di pallannuoto che si fermano per vedere il finale di Il Dottor Zivago) a favore di un cinema molto più reale, più legato all'attualità e a lui stesso che da quel momento è Nanni.
Per quanto mi riguarda Palombella Rossa non è il miglior Moretti, gli rimangono superiori sicuramente Bianca e La Messa E' Finita perchè riescono, a fronte di un tipo di narrazione simile, a comunicare molto più di quanto sia detto e mostrato, come dice Michele proprio in Palombella Rossa: "La parola non mi piace perchè semplifica", ecco Palombella Rossa forse semplifica un po' troppo, confina il suo discorso di fondo proponendo ad ogni simbolo il suo corrispettivo significato lasciando quindi meno spazio allo spettatore e mettendo paleemente in scena quello che prima era sotteso.
E poi non amo quelle sequenze tratte dai suoi film in super8 ridopppiate, anche se l'espediente viene da Truffaut (con cui Moretti ha moltissimi punti cinematografici in comune).

7 commenti:

tony ha detto...

ACI-REALE!

gparker ha detto...

"In strada con le pantofole no!"
"NO! IN STRADA CON LE PANTOFOLE!!"

Anonimo ha detto...

Ciao..Girovagando un pò in cerca di qualcuno che parlasse di cinema,mi sono imbattuto nel tuo blog.Lo trovo molto interessante e stimolante.Posso chiederti cosa ne pensi di Dino Risi che,vedendo i film di Moretti gli vien voglia di dire:"A Nanni,spostati che non vedo il film"?

Meccanico

gparker ha detto...

Dino Risi lo capisco nel suo infastidirsi per la presenza ingombrante di Moretti in film che tutto sommatto non gli dispiacciono.
Il punto è che lui viene da tutt'altra scuola, lui faceva film molto attuali, che parlavano delle persone che si incontrano per strada e che mostravano una vita molto reale, come fa Moretti (anche se spesso sono trasfigurati dal grottesco e dal simbolico). A differenziarli c'è il fatto che Moretti è molto molto moderno come cineasta e ha un'altra concezione dell'autore, Risi si nascondeva il più possibile mentre Moretti è alfiere di un cinema personalissimo, come del resto faceva Fellini che era sempre protagonista delle sue opere anche se non recitava.
Se poi si parla del Moretti attore, sono daccordo anche io che non vale niente, ma non è questo il punto secondo me. La sua presenza in primo piano è la chiave dei suoi film, che quando sono buoni danno ancora di più un'idea di visione altamente soggettiva del mondo.

l. ha detto...

davvero non vale niente secondo te? a me invece piace moltissimo moretti come attore, tipo nel caimano è quello che mi convince di più (buy a parte gli altri son proprio mediocri)
l'hai visto la seconda volta di calopresti?

gparker ha detto...

No la seconda volta mi manca, ma Moretti lo trovo troppo monocorde....

Anonimo ha detto...

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