16.6.07

Minority Report (id., 2002)
di Steve Spielberg

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Per un motivo o per l'altro per 5 anni non sono mai riuscito a vedere Minority Report, nemmeno in televisione ma ora finalmente ho posto rimedio.
La voce era che fosse un film terribile, inguardabile, una caduta di stile pazzesca di Spielberg. Beh forse è stato che ero preparato al peggio, ma devo dire che Minority Report non è niente male...
Iniziamo subito col dire che è vero che la trama subisce dei cali vistosi, delle forti semplificazioni e ha un finale un po' frettoloso ed è a tratti (ma piccoli) un po' ridicola, specialmente rispetto allo spunto dickiano che come sempre è la cosa migliore.
Ma non può essere ignorata la splendida visione del futuro di Spielberg, che sceglie colori desaturati e una dominante blu per girare da maestro (alcune sequenze sono veramente da urlo) un film tiratissimo, dal ritmo perfettamente equilibrato e di una bellezza impressionante. Le luci sempre provenienti dal set, la lieve e continua sovraesposizione, l'utilizzo funzionale della camera a mano sono tutti elementi impossibili da trascurare.
Per esempio anche la sequenza dei ragni che cercano Tom Cruise, girata con un lungo piano sequenza dall'alto è magistrale per come fosse effettivamente il modo migliore di mostrare la caccia dei ragni. E non è nemmeno che il film è un collage di pezzi di bravura scollati, è invece un tutt'uno perfettamente unito.
Insomma il film avrà anche qualche scivolone a livello di sceneggiatura, ma non si sono mai visti scivoloni meglio messi in scena. Anche la scena dell'inseguimento nella catena di montaggio è un po' forzata, ma fatta in un modo che gli passeresti qualsiasi cosa...
A tratti un po' Akira, a tratti (ovviamente) Blade Runner, ma sempre con una personalità invidiabile, il futuro desaturato (e bagnato) e neanche troppo pessimista (per essere comunque distopico) di Spielberg convince veramente.

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