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20.11.09

Ce N'E' Per Tutti (2009)
di Luciano Melchionna

POSTATO SU
Non è ben chiaro quale sia il significato del titolo di questa seconda opera cinematografica di Luciano Melchionna, attore e regista teatrale con l'hobby del cinema, o meglio del teatro in differita. La televisione che ingloba tutti? L'insoddisfazione che è sufficiente per tutti quanti? Oppure è il film che si propone di attaccare un po' tutti?
Ecco sembrerebbe più la terza opzione che altro. Un vago attacco generico contro questi tempi.

Con un piglio teatrale che ha davvero pochissimo di filmico Melchionna scrive (con Luca De Bei) una storia corale incentrata su un ragazzo che, salito sul Colosseo, sembra volersi buttare. Sentita la notizia conoscenti e amici vogliono andare ad assistere, aiutare o vedere che sta succedendo ma per un motivo o per l'altro sembrano non arrivare mai. Ad arrivare è invece un programma televisivo ansioso di riprendere la tragedia e di incentrare la trasmissione sul suicida e la sua famiglia.
Se già il soggetto fa pensare al teatro i dialoghi e la caratterizzazione estrema dei personaggi levano ogni dubbio. Lo straniamento, la metafora abbastanza diretta e quel modo di comunicare con lo spettatore (non per immagini o per intreccio ma per frasi secche e sentenze) risultano ampiamente indigesti allo spettatore di cinema puro, ma anche andando oltre questa contaminazione che sa di cattiva traduzione semiotica rimane la sostanza di un'opera snob, un meccanismo che pretende di essere decodificato e che non prevede alcun livello di lettura immediato.

Melchionna e Bei guardano la società dall'alto come il loro protagonista, ne giudicano gli atteggiamenti, rimpiangono la fine delle possibilità di espressione per i poeti ma anche la fine di un mondo dai valori umanistici alti. Attricette, tronisti, presentatrici, donne frivole e donne insoddisfatte, uomini medi e via dicendo ce n'è per tutti (appunto) ma non per qualcuno che valga la pena attaccare.
E' peggio l'ignorante vittima di un sistema, ingannato da chimere vaghe o l'intellettuale che si ritiene migliore e tenta di insegnargli come vivere senza neanche la decenza di mascherarlo, in un film che per toni, stile e aspirazioni non sarà mai visto da quelle persone che mette alla berlina? Possiamo, in pochi, puntare il dito e ridere dei molti senza farci vedere? Possiamo, ancora, fare un attacco alla tv del realismo e alla tv del dolore con il grottesco senza operare una seria riflessione su cosa quei meccanismi implichino? In un film prodotto da Anna Falchi!

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...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.