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16.5.12

Moonrise Kingdom (id., 2012)
di Wes Anderson

CONCORSO
FESTIVAL DI CANNES 2012

Quando hai uno stile così distinguibile, netto, inesorabile e personale come quello che Wes Anderson sbandiera la cosa più facile in assoluto è ripetersi all'infinito. Ripetere le proprie trovate visive e declinare sempre i medesimi temi in storie solo leggermente diverse, interpretate quasi sempre dai medesimi attori (o da altri truccati per somigliargli). Per questo la forza di Moonrise Kingdom sta in come Anderson faccia un piccolo passo avanti e un piccolo passo di lato.

Si tratta di un film di ribellismo, molto di più che in passato, fino a ricordare ad un certo punto ricorda La rabbia giovane (ma senza rabbia e con distaccata disillusione), ed uno in cui il romanticismo individuale dei due protagonisti (unici e assoluti, non capitava da Rushmore) è limpido e cristallino. Due ragazzi incompresi dal loro ambiente che fuggono per amore. Niente di più semplice, inserito nel mondo di Anderson, questa volta declinato nel microcosmo dei boyscout, ovvero bambini vestiti da adulti che prendono ordini da adulti vestiti da bambini in un ambiente paramilitare solo più grottesco, che poi è la summa di qualsiasi storia Anderson abbia raccontato fino ad ora.

Quindi un passo di lato per puntare sul romanticismo spinto di due persone e un passo in avanti per volerlo perseguire con tale pervicacia disinteressandosi dei suoi soliti temi che rimangono comunque sullo sfondo. 
Questo ovviamente non significa che Anderson sia andato in deroga al proprio stile, anzi sembra aver trovato una storia che gli calza a pennello. Lo script e la recitazione distaccati, colmi di formalismi e poco espansivi riescono ad enfatizzare gli smottamenti interiori invece che raffreddarli, le esplosioni inattese di emotività irrompono inattese, i movimenti ortogonali raccontano bene la vita di costrizione dei protagonisti e ancora di più l'emarginazione che nasce dall'essere più interessato alle cose del mondo rispetto ai propri coetanei non fa che servire la causa dei due amanti in fuga.
E quando alla fine si scopre quale sia il Moonrise Kingdom (ma in fondo anche prima) può scendere più di una lacrima per una delle storie d'amour fou più convincenti degli ultimi anni.

11 commenti:

linogash ha detto...

che bello saperti a Cannes. Che bello sapere che il film di Anderson è bello. Che bravo tu, sempre più asciutto, preciso, pulito e ogni tanto commosso.
unica cosa: sei sicuro che sia Fuori Consorso ?
Linogash


Alessandra ha detto...

Anderson non mi ha mai delusa, proprio perché amo il suo stile e la sua poetica. Quindi sono contenta che anche la sua ultima opera ti abbia convinto. Io dal canto mio, ovviamente, non vedo l'ora di vedere questo film.

Ale55andra


Gabriele Niola ha detto...

hai ragione, era in concorso. Scherzi della commozione....


alp ha detto...

io invece che non l'ho mai amato (capito ? ), spero davvero che tu abbia ragione


Gabriele Niola ha detto...

probabilmente è quello con la trama più "regolare" il che lo rende affascinante perchè la tratta in maniera "irregolare" come suo solito


el señor dionigi ha detto...

capolavoro!!


Gabriele Niola ha detto...

riletta ora e mi accorgo di non averla riletta all'epoca


Lui ha detto...

visto sabato sera.
ADORABILE.


Gabriele Niola ha detto...

è o non è il più romantico tra tutti i suoi?


Enrico ha detto...

Mi ha commosso. E divertito. E... squinternato. Amo W.A.


Lui ha detto...

lo è


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