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30.8.12

Enzo Avitabile Music Life (id., 2012)
di Jonathan Demme

FUORI CONCORSO
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2012
PUBBLICATO SU 

Chissà se Jonathan Demme, che al documentario musicale si è dedicato più volte, ha visto Passione di John Turturro (passato qui alla mostra di Venezia un anno esatto fa) prima di pensare e realizzare un documentario su Enzo Avitabile, figura sfuggente della musica folk mondiale, che partendo dalla musica che gli appartiene metodicamente l'ha contaminata con le radici dei ritmi e delle armonie delle diverse parti del globo...
Sebbene del doc ironico e dinamico di Turturro questo Enzo Avitabile Music Life non abbia nulla, si riscontra la medesima fascinazione per quel sottobosco napoletano al di fuori di qualsiasi canone, la volontà di scovare la perla nell'orto, il cantante nel sobborgo, l'incredibile tra i panni stesi davanti ad una finestra. Soprattutto c'è il medesimo tentativo disperato di filmare le note e la profondità delle armonie scelte.

Di certo non è un film su Napoli in sè ma più un film affascinato dallo scenario, che tenta di continuo, per compiere quell'impresa assurda che è raccontare la musica, di incastrare il personaggio nel luogo che lo rappresenta.
Avitabile parla di sè, mostra i suoi spartiti, con incredibile ingenuità magnifica le possibilità di composizione attraverso il computer che ha scoperto solo di recente e nei momenti migliori si esibisce estemporaneamente. Ecco, in quei momenti, quando di colpo, passeggiando tra i palazzi in cui è cresciuto, imbraccia il sax e comincia a suonare mentre parla ed esplora i luoghi si capisce il senso del documentario. Al di là del folclore da straniero (che Demme non riesce ad evitare), al di là del presenzialismo dei napoletani, dell'autoglorificazione e della vanità ad un certo punto emerge la sincerità e soprattutto il senso della musica in questo film.

Per arrivare a questo un cineasta solitamente preciso come Demme non disdegna di mostrare i suoi operatori negli angoli delle inquadrature, nei riflessi degli specchi e nei controcampi, non disdegna insomma di sporcare il film mostrando i mezzi della sua stessa messa in scena, regista compreso.
Demme è spesso è inquadrato dall'operatore di supporto mentre manovra la videocamera principale (attenzione a quei momenti perchè quando si vede l'inquadratura che sta girando Demme è subito chiara la differenza tra un regista vero e un operatore), mentre corre per trovare l'angolo migliore e la cosa mescola con effetto straniante film e backstage, contenuto e racconto della sua realizzazione.

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