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26.5.14

Jimmy's Hall (id., 2014)
di Ken Loach

CONCORSO
FESTIVAL DI CANNES 2014

PUBBLICATO SU 
Il problema di Jimmy's Hall non è il film ma tutto quello che c'è intorno. Perchè ancora una volta Ken Loach ha girato una storia che raccontando di ieri parla di oggi (e in maniera nemmeno troppo metaforica, visti i continui accenni a crisi e problemi economici), tarata sui suoi temi e la sua sensibilità (è una storia di resistenza operaia al potere capitalista) e narrata con grandissima abilità, fluidità e quella capacità che è impossibile non riconoscergli di mostrare con limpidezza i sentimenti che conosce meglio.

Ogni movimento interiore nei film di Ken Loach è commovente se inserito in una battaglia per la conquista di diritti civili o se relativo alla forza dei più deboli quando si uniscono. Nelle sue immagini anche una storia d'amore debolissima se inserita all'interno di un conflitto di classe diventa tenera e strappalacrime.

Allora quello che non funziona in Jimmy's Hall è più che altro tutto il contorno che rende un film abbastanza medio e molto ripetitivo (rispetto a luoghi, scene e personaggi della filmografia di Loach) un fallimento. Stare a Cannes in concorso, avere l'ambizione di risolvere i problemi di oggi con le soluzioni di ieri (un vizio terribile che si era fatto notare con rinnovata insistenza già in Spirit of '45) e ampliare la prospettiva fanno necessariamente di Jimmy's Hall un fallimento perchè allontanano sempre di più aspettative da risultato.

In un mondo perfetto un film simile sarebbe una delizia da gustare per quel che è, una piccola opera dalle piccole ambizioni, capace magari di dire qualcosa sull'umanità ma senza la pretesa di dimostrare l'inconsistenza del sistema capitalistico. Nel fare questo è banale e irricevibile come i più fiacchi film americani quando decidono di tirare una morale stelle e striscie su come si debba vivere.

2 commenti:

Christian ha detto...

Come spesso capita con Loach, troppo schematico: i buoni tutti da una parte, i cattivi dall'altra. Se ci fosse stata più ironia, comunque, sarebbe stato un episodio di Don Camillo e Peppone (ma con il prete cattivo anziché buono).


Gabriele Niola ha detto...

Più invecchia meno vuole capire gli altri


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