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15.9.14

Sex Tape (id., 2014)
di Jake Kasdan

PUBBLICATO SU 
C’è un pool di talenti passati fugacemente per Freaks and geeks (la serie tv prodotta da Judd Apatow che ha sfornato una buona parte dei nuovi autori di commedie) in Sex tape, tutti capitanati da Jake Kasdan (un altro figlio di Lawrence che fa il regista dopo il più interessante John), una piccola truppa capace di lavorare con grande affiatamento su un’idea di commedia tanto eterna quanto funzionante. Tuttavia Sex tape non può dire d’essere un film ben realizzato, colmo com’è di raccordi di montaggio squilibrati, svolte di trama poco armoniche e un soggetto genale che parte con un ritmo e chiude in fretta come se avesse finito le idee. La sua forza comica è istantanea, vive di momento in momento e non crea mai un film armonico.

Non si può infatti negare come lo humor del gruppo funzioni anche stavolta (dopo Bad teacher, film da cui viene buona parte del team creativo e che era decisamente più riuscito). Lo spunto sfrutta un placement mostruoso dei prodotti Apple (“Hey sono davvero resistenti questi iPad”, “Guarda tesoro con questa nuova funzione ora è possibile condividere tutto automaticamente, non è fantastico?”) per imbastire la trama più canonica che ci sia: due personaggi per salvare la propria reputazione devono penetrare in diverse case e/o uffici per recuperare degli oggetti distraendo i proprietari. Tutto slaptstick, botte in testa e un’esilarante guerra contro un cane, Jason Segel e Cameron Diaz sono perfetti, non mancano una battuta, non sprecano un’espressione e le loro gag funzionano tutte. Buona parte dei comprimari pure è sensazionale (la trovata dei quadri a tema Disney è memorabile e sembra uscita da un brainstorming alimentato a tequila) e il passaggio che apre la strada al cammeo finale è fortissima.

È quindi con dispiacere che si rompono le uove nel paniere di un film così pieno di ritmo e divertimento, ma sembra che a nessuno interessasse la coerenza, che nessuno volesse mettere a frutto tutta questa capacità di divertire (e di spunti per un ragionamento anche più coinvolgente ce n’erano vista la trama) o anche semplicemente realizzare un prodotto senza sbafi. Che fine fanno gli altri iPad? Perchè i protagonisti non vogliono continuare a girare per recuperarli, limitandosi a uno solo? Come mai solo alla fine si fidano della parola del bambino?

Con più attenzione e cura poteva uscire un film veramente bello.

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...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.