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30.3.16

Un momento di follia (Un moment d'égarement, 2015)
di Jean- François Richet

La decisione più intelligente di tutte Vincent Cassel l’ha presa quando ha deciso di giocare con la sua immagine di seduttore e con il contrasto che può causare con l’età che ormai ha raggiunto. È esattamente assecondando queste due idee, quella cioè di un uomo molto piacente che solitamente abbiniamo a ruoli virili, uno a cui non facciamo fatica ad attribuire una certa mollezza morale quando si parla di donne, e quella di un 50enne che ha una figlia con amiche in un’età sessualmente desiderabile.

Con uno spunto degno di Neri Parenti e delle commedie natalizie, Cassel viene disperatamente corteggiato da una giovanissima amica della figlia, in un’esibizione di corpi giovanili al sole. Di nascosto da tutti lei gli si butta in braccio, si offre in tutti i modi possibili, lo provoca e cerca di concupirlo in ogni modo. Con una forza di volontà e una determinazione a resistere sempre minori (vista anche la presenza del padre di lei, suo amico di vecchia data), il maschio virile per antonomasia combatte una lotta lunga tutto il film. Non è davvero diverso da quel che accadeva a Christian De Sica con Vanessa Hessler in Natale a Miami, solo che a parità d’intreccio cambia il tono e la lettura.

È evidente che Un momento di follia desidera essere più raffinato, desidera mettere in scena un mondo che cerca di mantenere la propria integrità, là dove De Sica e Neri Parenti volevano mettere in scena lo squallore umano con squallore e senza cura. In questo forse il film francese parteggia un po’ di più per i suoi personaggi, li compatisce e li blandisce, mentre il pecoreccio italiano li condanna senza nessun appello al ridicolo.
Di certo Un momento di follia non prende di petto il desiderio sessuale ma cerca di suscitarlo colpendolo di sponda, ammicca e suggerisce invece che spiattellare. E in questo movimento, nell’idea di raccontare senza dire, di alludere e far lavorare la mente dello spettatore attraverso l’uso degli strumenti del cinema (montaggio, recitazione, fotografia ecc. ecc.), invece che urlargli tutto, sta la differenza d’impegno e risultati.

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