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19.4.17

Famiglia all'Improvviso: Istruzioni Non Incluse (Demain Tout Commence, 2016)
di Hugo Gelin

Omar Sy è il corpo e il fisico migliore per cercare di mescolare generi e tipi di film. Quasi Amici l’ha sancito ma le molte altre variazioni sul tema a cui ha preso parte l’hanno reiterato. Famiglia All’Improvviso: Istruzioni Non Incluse tenta quindi di fondere il melodrammatico classico (figli di nessuno, ospedali, fughe, ritorni e agnizioni) con la commedia, dare un tono accettabile e meno aspro a contenuti che invece a quei lidi porterebbero. Una trama che una volta non avrebbe avuto nessun bisogno di essere rischiarata dalla commedia, ma che poteva tranquillamente viaggiare da sola, fiera della propria tragedia, è oggi necessariamente equilibrata da note liete, da un atteggiamento leggero e una continua sdrammatizzazione.
Insomma se anche non ci fossimo accorti che oggi un dramma serio e senza appello non è più possibile per il cinema commerciale, Famiglia All’Improvviso ce lo ricorda con la più strana e poco funzionale delle contaminazioni.

Tutto nasce in Messico dal film No Se Aceptan Devoluciones da cui questo remake francese ambientato in una Londra raccontata a chi non ha mai viaggiato (le file a destra, la pioggia, la metro caotica e i cittadini scorbutici). Uno scapolone incallito tutto mare, avventure notturne, donne e menzogne, scopre di avere una figlia neonata e nel momento in cui gli viene presentata la madre scappa. Rimasto solo con la bimba insegue la genitrice a Londra per ridargliela e sbarazzarsene ma lì rimarrà incastrato grazie ad un’amicizia tanto rapida quanto provvidenziale che gli fornisce anche un lavoro redditizio come controfigura. È diventato padre. Più di 10 anni dopo però, quando ormai ha una vita bella e fatta, la madre ritornerà. Questa serie di svolte che cadono dal cielo come per l’appunto nei migliori melodrammi, sembrano mettere al centro di tutto la provvidenza o un destino beffardo che veglia e vessa dei protagonisti che tuttavia rimangono allegri. Non mancherà infatti una vaghissima “malattia mortale” a dare a tutto il racconto un’aria definitiva e solenne, né tantomeno mancheranno le battaglie sentimentali.

Purtroppo però Hugo Gelin sembra non essere davvero interessato alla recitazione quanto al montaggio, alle soluzioni creative e al dinamismo della messa in scena, che in questo genere paga sempre poco. A fronte di tante idee di postproduzione infatti c’è una tenerezza insistita e un tono lieve e docile da pessima commedia italiana, una voglia di commuovere con le piccole tenerezze da pubblicità così smaccata da non meritare una lacrima.
Omar Sy come sempre è una forza, è attraente, è dinamico, cattura lo sguardo, sa rendere credibile ogni scemenza ed intrattiene nel senso più completo del termine, è un attore protagonista perfetto, la forza motrice che evita a Famiglia All’Improvviso di non scadere nel fastidioso o nel noioso, ma intorno a lui c’è davvero il deserto della noia.

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