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1.6.18

L'Arte Della Fuga (L'Art De La Fugue, 2014)
di Brice Cauvin

Tre fratelli con diversi problemi relazionali e una coppia di genitori che proprio non aiuta. L’Arte Della Fuga, gira intorno a rapporti familiari difficili con un fare gentile, senza affermare l’impossibilità di una famiglia tradizionale ma anzi celebrando il percorso ad ostacoli che porta ognuno a trovare il proprio equilibrio tra sudditanza e autonomia.

Un omosessuale, un donnaiolo che i genitori hanno deciso di voler sistemare a tutti i costi con una fidanzata che tradisce regolarmente e uno più impacciato e in difficoltà in tanti aspetti della vita che è rimasto troppo a ricasco della famiglia con conseguente amarezza, sono il trio che non fa che ripetere a tutte le persone che si esprimono sul loro rapporto con i genitori: “Sono i miei, non puoi capire”.

Ci voleva qualcuno di radicalmente diverso da Brice Cauvin per un film simile (del 2014, che tuttavia ci arriva solo ora), qualcuno molto più dedito al lavoro sui personaggi.
Con un cast di attori impeccabile è infatti sorprendente quanto tutto L’Arte Della Fuga sia recitato a tirar via. La messa in scena è molto calma e naturale, con qualche piccolo assolo e qualche pianto espressionista, quel tipo di film che necessitano di una concentrazione fortissima sulle interpretazioni per rendere empatico uno scenario familiare che da fuori non lo sembrerebbe.

Invece così com’è L’Arte Della Fuga è un’inspiegabile ritratto di una famiglia odiosa i cui membri non è mai chiaro come mai siano così legati tra loro. Serve a pochissimo avere Laurent Lafitte a condurre tutto (nei panni del fratello omosessuale) se poi l’impressione che si ha in ogni scena è che la giornata di riprese stesse per finire e occorresse sbrigarsi.

Il peggio di sé il film lo dà poi con i personaggi marginali, necessariamente meno approfonditi e completamente fuori parte. Su tutti trionfa la fidanzata in odor di matrimonio pluritradita, inespressiva a lungo, dal look ogni volta diverso e protagonista di una frecciatina verso la fine che dovrebbe darle un profondo senso non fosse che anche quella battuta, come il resto del film, è così poco curata e mal portata da risultare come una goccia nel mare.
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