21.6.05

Zoolander (id., 2001)
di Ben Stiller

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Amo Ben Stiller, lo trovo uno dei più grandi interpreti dello zeitgeist comico, è la quint'essenza della comicità moderna, un po' Jim Carrey nel puntare molto sulla mimica, un po' Leslie Nielsen nella sua demenzialità che pervade ogni elemento della quotidianità. Ho visto Zoolander molto dopo la sua uscita al cinema con un po' scetticismo, avendo trovato Giovani Carini e Disoccupati decisamente inutile, e mi sono trovato di fonrte ad una perla unica.
Zoolander è un film dalla trama farraginosa ed in parecchi punti ostico da seguire, ma il susseguirsi delle gag (di stampo televisivo) è travolgente. Tutta la comicità scaturisce dai tipici elementi stilleriani (messa in ridicolo del suo personaggio davanti agli altri, involontaria ridicolezza...) e un tocco di quell'umorismo da Saturday Night Live e MTV molto alla moda (sulla scia di Adam Sandler) fatto di nani e giganti, di ciccioni e uomini truccatissimi, fatto di personaggi ridicoli inseriti in contesti ordinari. Una comicità molto molto semplice e lontana anni luce dal celebralismo di Woody Allen (per dire), ma efficacissima e piena di originalità.





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