Molto prima di I Sette Samurai e subito prima di Rashomon, Kurosawa dirige questo Scandalo un film appartenente, almeno per la prima parte, al tipico genere del film-di-famiglia giapponese, genere in cui Ozu era maestro, e proprio ad Ozu viene da pensare nelle sequenze di stasi in cui Kurosawa mette in scena la pace e la tranquilità della vita del protagonista, ad un certo punto sembra quasi C'era un padre (si vede bene nella foto al centro delle tre in fondo al post)).
La storia è di un pittore che incontra un'attrice e la riaccompagna in moto all'hotel dove entrambi alloggiano, una volta lì lei si sdebita offrendogli un tè nella sua camera. I fotografi di un giornale scandalistico li immortalano in una posa ambigua e pubblicano tutto millantando una storia d'amore che fa balzare la popolarità di entrambi. Irritati da questo scandalo i due protagonisti si rivolgono ad un avvocato ubriacone e derelitto perchè il pittore si fa intenerire dalle condizioni della figlia di lui, malata di tubercolosi. Il processo sarà un disastro perchè l'avvocato si lascerà corrompere dalla difesa, ma alla fine confesserà tutto e il giornale (chiamato Amour (....!)) verrà condannato.
Come dicevo, la prima parte ha il tipico ritmo e svolgimento dei film-di-famiglia giapponesi, ma nella seconda parte, quella più prettamente incentrata sul processo, il ritmo e lo stile si ribaltano a favore di una prospettiva molto più americana, addirittura in alcune fasi del processo, quelle più incentrate sul dissidio interiore dell'avvocato corrotto, si rasenta l'hitchockismo.......
Alla fine cmq il film mi è sembrato sottotono, con qualche idea qua e là (bella la sequenza che descrive come la notizia dello scandalo si sparga per la città), ma sostanzialmente stanco e svogliato, che affronta temi mai nuovi e con un po' di superficialità, anche Toshiro Mifune, che ne I Sette Samurai è letteralmente magnetico, qui appare svogliato
La storia è di un pittore che incontra un'attrice e la riaccompagna in moto all'hotel dove entrambi alloggiano, una volta lì lei si sdebita offrendogli un tè nella sua camera. I fotografi di un giornale scandalistico li immortalano in una posa ambigua e pubblicano tutto millantando una storia d'amore che fa balzare la popolarità di entrambi. Irritati da questo scandalo i due protagonisti si rivolgono ad un avvocato ubriacone e derelitto perchè il pittore si fa intenerire dalle condizioni della figlia di lui, malata di tubercolosi. Il processo sarà un disastro perchè l'avvocato si lascerà corrompere dalla difesa, ma alla fine confesserà tutto e il giornale (chiamato Amour (....!)) verrà condannato.
Come dicevo, la prima parte ha il tipico ritmo e svolgimento dei film-di-famiglia giapponesi, ma nella seconda parte, quella più prettamente incentrata sul processo, il ritmo e lo stile si ribaltano a favore di una prospettiva molto più americana, addirittura in alcune fasi del processo, quelle più incentrate sul dissidio interiore dell'avvocato corrotto, si rasenta l'hitchockismo.......
Alla fine cmq il film mi è sembrato sottotono, con qualche idea qua e là (bella la sequenza che descrive come la notizia dello scandalo si sparga per la città), ma sostanzialmente stanco e svogliato, che affronta temi mai nuovi e con un po' di superficialità, anche Toshiro Mifune, che ne I Sette Samurai è letteralmente magnetico, qui appare svogliato
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