12.2.06

L'Asso Nella Manica (Ace In The Hole, 1951)
di Billy Wilder

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La cosa più importante da ricordare dalla visione di questo L'Asso Nella Manica è il fatto che viene 10 anni dopo Quarto Potere. Chiaramente certe cose (parlo più che altro a livello contenutistico) non potevano più essere le medesime e fare un film sul potere della stampa era un terreno rischioso.
Billy Wilder tuttavia riesce a parlare di questo tema in maniera totalmente personale, contaminando le tematiche classiche con le atmosfere noir che gli sono molto care. Esce fuori così accanto al ritratto di un uomo permeato da un'ambizione che trova soddisfazione nella scalata sociale nel mondo giornalistico, un ritratto di un mondo permeato dalle medesime ambizioni.
Il film passa dunque dal sembrare una storia pretesto per narrare del potere mediatico ad una storia pretesto per parlare del potere e della sua ricerca da parte degli uomini.
Il crescendo con il quale il giornalista protagonista monta la vicenda è unico, in perfetto equilibrio tra esigenze filmiche e un'aderenza alla realtà, il racconto di come la situazione sfugga di mano a chi ne voleva trarre profitto è emblematica.
Ma come detto più di tutto colpisce il modo con cui Wilder riesce a dare a tutto un'aria noir, individuando subito nella moglie della vittima un personaggio simile ad una dark lady e riuscendo a disegnare un mondo oscuro, composto da nette contrapposizioni bene/male, luce/ombra, che riescono ad emergere anche negli assolati paesaggi desertici dove tutto è ambientato.
L'Asso Nella Manica è forse l'ultimo grande film di Wilder prima che iniziasse il gloriosissimo periodo delle commedie.





1 commenti:

Anonimo ha detto...

Per una volta siamo d' accordo. ^^