19.4.06

Dietro Lo Specchio (Bigger Than Life, 1956)
di Nicholas Ray

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Ancora un film sull'american way of life per Nicholas Ray, la società in evoluzione, le paure e i pericoli della modernità sociale. Il suo stile è evidente ed in primo piano come sempre, racconto lineare (cinema classico), uso espressionista del colore e funzionale alla messa in scena, grande impatto degli attori (in questo caso un James Mason talmente motivato da aver anche voluto produrre la pellicola) e un forte desiderio di variare sulle classiche modalità di messa in scena.
Nonostante l'impianto fortemente classico del film infatti si respira moltissima modernità, non c'è meraviglia che Nicholas Ray fosse uno degli autori di riferimento di chi (i critici dei Cahiers du cinema) a fine anni '50 ha dato vita al cinema moderno con la nouvelle vague. Inquadratura sbilenche, dissolvenze allusive, e uno sfondo piegato alla volontà del regista.
Non è un capolavoro Dietro Lo Specchio, ma un'onesta manifestazione di cinema personale ottenuto nonostante le rigide regole hollywoodiane. La dimostrazione che la personalità di un autore, se c'è, viene fuori in ogni situazione.




5 commenti:

geimsbond ha detto...

fenomenale chi ha tradotto il titolo dall'inglese all'italiano....un genio...

gparker ha detto...

Eh ma si potrebbe scrivere un libro sugli scempi traduttivi fatti dal cinema italiano negli anni '50.... Proprio titoli cambiati radicalmente per ragioni di morale cattolica...

SVVV ha detto...

tipo "gioventù bruciata"???
canevacci c'ha fatto una lezione di tre ore sulla traduzione di gioventù bruciata...

gparker ha detto...

E c'aveva ragione!! Passare da "Rebel Without a Cause" a "Gioventù Bruciata" non solo cambia di significato il film ma aggiuge anche dei valori orrendamente cattolici che prima erano assenti!

SVVV ha detto...

esatto esattissimo.
canevacci non ne sbaglia una..