4.1.08

Dietro L'Angolo (Just Around The Corner, 1938)
di Irving Cummings

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Ammetto che non avevo mai visto un vero film con Shirley Temple, cioè ne avevo visti alcuni in cui lei era grande (intorno ai vent'anni) come ad esempio Il Massacro di Fort Apache, ma mai uno di quelli del periodo d'oro (dal 1934 al 1939 ha girato circa 25 film, cioè 5 l'anno e aveva tra i 6 e gli 11 anni), quelli cioè per i quali è maggiormente ricordata.
Dietro L'Angolo appartiene alla fase calante ma è assolutamente esemplificativo di un modo di sfruttare l'immagine e il personaggio della bambina prodigio nonchè di un modo di fare cinema.

Divertente, ma solo in maniera involontaria, il film è un campionario di stupidaggini varie lungo il quale i bambini (e chiaramente in particolare Shirley) mettono nel sacco i grandi e a fronte di molte ingenuità dovute alla loro età si fingono grandi scimmiottando modi di dire, gesti e ritualità da adulti al solo scopo di divertire gli adulti stessi, gli unici che possono cogliere i rimandi.
Assolutamente insopportabile con il visino angelico e un sorriso banalmente finto stampato sulla faccia, Shirley Temple è il motore dinamico del film, che, nel caso di Dietro L'Angolo, è tutto focalizzato a cogliere i suoi movimenti, le corse continue, le mille iniziative fino a i più ovvi balletti.
Certo non c'è Fred Astaire tuttavia spesso questi risultano piacevoli anche grazie agli inserti più professionali degli adulti che vi partecipano che, come stereotipo vuole, appartengono sempre alla servitù, con anche il grande classico del portiere nero e sorridente che arriva di gran carriera senza un perchè e stende tutti a colpi di tip tap (come mostra il video accluso).
Dietro L'Angolo poi ha anche un motivo di interesse in più, infatti il film mette palesemente in scena una delle maggiori motivazioni del successo della Temple: ovvero l'esigenza di tirare su il pubblico e la gente americana nel periodo della grande depressione. Il titolo fa infatti riferimento ad una frase del presidente Roosvelt che affermava che la ripresa fosse appunto dietro l'angolo ed il film è costellato di frasi, tirate morali e appelli al popolo che se rimane unito potrà fare fronte alla depressione che affligge "questo nostro grande paese".
Neanche a dirlo nel finale il papà di Shirley che era disoccupato trova la fiducia dei grandi investitori e torna a lavorare, riprendendosi anche la donna che ama (la madre di Shirley però non si sa che fine abbia fatto) e lo stile di vita agiato.

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