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16.3.09

Storing is moving, anche per il cinema

Il grande problema del cinema digitale e una delle cose che frenano la sua adozione di massa è l'archiviazione.
Si è detto già come in quest'era sembra che storing is moving, cioè che qualcosa per essere conservato vada continuamente spostato di supporto in supporto, di formato in formato. Lasciarlo su un vecchio hard disk nell'unica copia unica di un formato facilmente superabile potrebbe condannarlo.

Ci si chiede allora quale sia il supporto sul quale oggi memorizzare ed archiviare un film digitale. Il digitale 4K ha una qualità assolutamente paragonabile alla pellicola, può allora essere questo? Dobbiamo basarci sugli standard vecchi per i quali il livello qualitativo massimo è la pellicola? Quando arriverà il digitale 8K lo giudicheremo eccessivo (come sta accadendo ora con i megapixel delle fotocamere che oltre i 10 non fanno che diffondere e aumentare le eventuali imprecisioni invece che migliorare la qualità)?

Il problema vero è che oggi non esiste nemmeno il prototipo di un supporto sicuro al 100%, un supporto che non solo garantisca compatibilità futura ma anche conservazione senza intoppi. E muovere di continuo archivi sempre più grandi (un film in digitale 2K si aggira sugli 1,2 Terabyte) è folle.

A questo punto può la rete e quindi la libera circolazione del materiale che ne consegue essere una risposta?

7 commenti:

Antar ha detto...

Tipo che sì?
O era una domanda retorica?..

[p.s: ma i podcast? Andati per sempre o c'è una sparanza che riprendano? No, che io ci contavo e ho saltato pure le ultime 2 puntate di Cellulite&Celluloide - my fault, I know]


Fabio ha detto...

Trattandosi di dati digitale sinceramente credo che il problema dello storage sicuro al 100% se lo siano posti già molti prima dei cinematografari (governi, banche, istituti di ricerca).

Il mio prof. di Sistemi Operativi mi raccontava come al CERN l'acceleratore di particelli oltre ad essere una macchina mostruosa in sé sia, durante gli esperimenti, un inimmaginabile produttore di dati. Il loro salvataggio al volo (ad un rate mosturoso) richiede le più sofisticate tecniche di parallelismo, caching etc. etc.

Quindi, vorrei capire, il problema verte sul supporto da far adottare al consumatore finale (ma ci sarà un supporto?) oppure ai pezzi grossi, case cinematografiche, distributori?


gparker ha detto...

Si certo quello dell'archiviazione non è un problema solo del cinema ma per il cinema c'è anche la questione qualitativa. Qual è il formato la cui qualità riteniamo buona per l'archiviazione? 2K o 4k? O ancora un altro? Il paragone è la pellicola o dobbiamo tendere a qualcosa di più? E ogni formato è sempre più un problema di spazio.

Per il consumatore finale il problema è (leggermente) più semplice perchè per esempio il DVD per quanto ora superato però si poteva commerciare sapendo di avere un originale in ottima qualità. Cioè all'utente puoi dare copie di qualità inferiori sapendo che comunque se in futuro arriveranno tecnologie migliori il tuo originale è in qualità massima.

per il podcast pare ci siano dei problemi con il server tra un po' sentirò il podcastaro...


Fabio ha detto...

Ah, ho capito... tu dici il formato in cui conservare, non il supporto.
Bé, per quelli girati in digitale il problema non si pone: si conserva l'originale.
Per quelli girati su pellicola invece direi che si stabilisce una scansione oltre la quale non c'è guadagno qualitativo e si conserva quella.


gparker ha detto...

Si ma proprio per il fatto che il digitale è già digitale e quindi lo si conserva così le major non lo adottano in massa.
Finchè non ci sarà un formato che è garantito possa rimanere non fanno il passaggio per non doversi poi trovare a fare trasformazioni di tutto il catalogo girato in digitale.


Fabio ha detto...

Mi stupisce un po' che una roba del genere costituisca un ostacolo. Pensavo che il passaggio al digitale fosse comunque un'occasione di risparmio imperdibile... voglio dire, la pellicola non costa un botto?


gparker ha detto...

Esatto la pellicola costa tantissimo e il digitale ha livello qualitativi accettabili eppure quasi nessuno ci passa e questo perchè non sanno che succederà e non vogliono finire a spendere miliardi per travasare contenuti in formati nuovi o anche supporti nuovi.


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