19.9.09

L'uomo Nel Mirino (The Gauntlet, 1977)
di Clint Eastwood

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Fin da subito i film di Eastwood hanno questa caratteristica magnetica per la quale ad ogni inquadratura non puoi fare a meno di anelare per quella che verrà dopo. C'è una sorta di godimento e contemporaneamente di rilassamento indotto dal modo che Eastwood ha di far susseguire le immagini del racconto, un andamento rilassato eppur solido che riesce a portare a termine anche i compiti più ingrati.

L'uomo nel mirino appartiene alla prima parte della produzione eastwoodiana, quella pre-Gli Spietati, quella nella quale sparare non era mai un problema ma spesso la soluzione. E così succede in questo film. Tripudio di pallottole e iperbolica dimostrazione di possesso di piombo.
Su un canovaccio classico (un poliziotto odiato dal sistema deve scortare da una città ad un'altra una prostituta detenuta e possibile testimone contro un pezzo grosso, quasi subito scoprirà che c'è chi non vuole ci arrivi) Clint inserisce personaggi ancora più classici (la prostituta di buon cuore e il poliziotto bravo e retto ma in attesa di qualcosa che lo smuova dalla depressione) per una storia a due che devia dal tracciato e sfocia quasi nel metafisico.

Sebbene lontano dalla rarefazione della seconda parte della sua carriera è comunque innegabile come Clint profonda un rigore unico anche nelle sue prime pellicole, un passo certo e sicuro da grande maestro che rende godibile e quasi morale anche questa storia.

3 commenti:

Thomas Morton ha detto...

È uno dei miei preferiti.

el señor dionigi ha detto...

Ti ringrazio per la frase: "appartiene alla prima parte della produzione eastwoodiana, quella pre-Gli Spietati, quella nella quale sparare non era mai un problema ma spesso la soluzione". Una vera chicca. Comunque, fosse stato italiano, Clint avrebbe fatto dei poliziotteschi della madonna..

gparker ha detto...

e si, sicuramente sarebbero stati dei film pazzeschi