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15.12.11

Super G

È andata online in settimana la prima puntata di Super G, webserie di FlopTv annunciata da tempo (già al Fiction Festival di Roma quest'estate) e interpretata da due nomi noti della televisione: Francesco Montanari e Riccardo De Filippis di Romanzo Criminale - La serie. A dirigere c'è Daniele Prato, già sceneggiatore di cinema (Passato Prossimo di Maria Sole Tognazzi).
La webserie è uno dei primi esperimenti italiani di produzione pensata per la rete che possa vantare nomi noti della televisione, non direttamente associabili alle gag come era Maccio Capatonda, ma anzi che abbiano una reputazione seria. In più è anche un tentativo di misurarsi sul tema del supereroismo moderno, quello che incrocia i fumetti dei blockbuster con il vigilantismo molto terra terra visto in film come Kick-Ass, Zebraman e Super. Dunque rispetto all'altro punto di riferimento in tema supereroismo/Italia/webserie, ovvero Freaks, Super G si va a piazzare completamente da un'altra parte.

Certo si tratta di un prodotto italiano in tutti i sensi, la webserie dissacra e abbassa qualsiasi struttura o velleità "mitica" che il mondo dei supereroi si porta appresso. Non è solo una questione di prendere il tema con ironia e divertire (anche i film precedentemente citati sono commedie) ma di rifarsi ad una tradizione farsesca, la nostra, che per ridere di qualcosa la abbassa alla propria altezza, mirando sistematicamente a svelarne tutto quanto nasconda di ordinario e grottesco. Se Freaks eleva il quotidiano a livello mitico, stando attento a mantenere i piedi nella realtà e nell'ambientazione italiana, Super G abbassa il mitico, stando attento a mentenere riferimenti internazionali nella sua operazione di italianizzazione.

3 commenti:

KinemaZOne ha detto...

Quanto hai ragione, Gabriele.


Anonimo ha detto...

io come webserie sinceramente preferisco RADIOCITY..... è un po' più degna
http://www.youtube.com/watch?v=ienjrYBgl8s&list=UUvY7HKFT5f8ty8pJ49rOiRw&index=2&feature=plcp


gparker ha detto...

A me radiocity non dice troppo. Ha il classico problema della recitazione e la cosa è resa ancora più grave dalla durata. Puntate di 15 minuti e passa mal recitate e non dirette in una maniera talmente strepitosa da riuscire a dare comunque un ritmo sono pesanti.
Forse se fosse più asciutto e rapido, una cosa da 5 min se non meno a puntata, diventerebbe più seguibile.

Il punto è che quando ti metti a fare una trama tra il misterioso e il fantastico (che già rende la cosa difficile da seguire per definizione) e la realizzazione non aiuta, diventa pesante.


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