2017/2018

2016/2017

2015/2016

2014/2015

2013/2014

2012/2013

2011/2012

2010/2011

2009/2010

2008/2009

2007/2008

2006/2007

2005/2006

2004/2005

4.9.12

Pietà (Pieta, 2012)
di Kim Ki-Duk

CONCORSO
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2012

Ci ha spezzato il cuore come pochi dopo averci fatto innamorare tutti con una serie di film in crescendo culminati in quello che oggi, a circa 8 anni di distanza, è uno dei film più amati del decennio: Ferro 3, forse il film asiatico degli anni 2000 più conosciuto nel nostro paese. Ora, dopo un empasse creativo che non ha nascosto, Kim Ki-Duk torna alla produzione più canonica, torna alla violenza estrema ed efferata per parlare della purezza dei sentimenti e torna al suo cinema fatto di comunicazione priva di parole e del tentativo dichiarato e programmatico di fare poesia.

In questo senso Pietà è uno dei suoi esperimenti più convincenti degli ultimi 8 anni, il primo ad essere contaminato da una buona dose di ironia e uno dei più chiari nelle intenzioni. La storia è quella di un esattore, un castigamatti con la passione per le ossa rotte anche quando non è necessario, che un giorno vede ricomparire nella sua vita la madre che non ha mai conosciuto e che credeva l'avesse abbandonato. Lei non è meno violenta di lui e sembra desiderosa di ristabilire un legame profondo.

Con meno simbolismo ma la medesima rarefazione Kim Ki-Duk parte dalla volontà di filmare un quartiere derelitto e poverissimo, dove ha lavorato tra i 15 e i 20 anni come operaio, che è stato al centro dello sviluppo tecnologico odierno della Corea Del Sud e che tra poco scomparirà schiacciato dai grattacieli mentre per il momento è schiacciato dalla povertà. Acciaio, presse, torni e debiti a non finire sfociano in mutilazioni e ossa rotte. 
La violenza difficile da digerire di Kim Ki-Duk torna ad essere propedeutica alla purificazione (in maniera non dissimile da quanto accadeva in L'isola) e porta con sè i momenti del suo miglior cinema, come se non sapesse parlare dei temi più alti e positivi senza la violenza più nera perpetrata con il tono più compassato possibile.
Non è il miglior Kim Ki-Duk, sia chiaro, ma quello che ci piacerebbe vedere più spesso di sicuro.

Posta un commento
Creative Commons License
...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.