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5.9.12

Spring breakers (id., 2012)
di Harmony Korine

CONCORSO
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2012

Esiste una tendenza negli ultimi 20 anni alla rappresentazione del divertimento estremo. Un divertimento sempre uguale, sempre di massa e sempre omologato sugli elementi più commerciali, come se fosse determinato dall'alto, da chi deve vendere. E' una rappresentazione principalmente televisiva e principalmente catalizzata intorno all'Mtv culture e ciò che poi ne è derivato negli anni, ma spesso declinato anche al cinema. Soprattutto è una rappresentazione che precede l'esistenza stessa di questo divertimento, cioè le immagini dei giovani nelle spiagge che urlano con coktail in mano, musica al massimo e uno speaker e/o rapper (a seconda di luogo ed anno) che danno il tempo preesistono al loro effettivo realizzarsi nella realtà.

E dietro quest'idea che diventa esigenza ed aspirazione ad un divertimento estremo ed idealizzato (in tv e al cinema non esiste il brutto in queste aggregazioni, nella realtà sappiamo che è diverso) si cela moltissimo altro. 
Lo ha messo in scena perfettamente Project X, che dell'esigenza di party e della follia conseguente ha fatto metafora della rivoluzione per una generazione che non ha ideali se non un'idea vaga (ma forte!) di sballo (madonna che parola....). E lo mette in scena ora anche Spring Breakers, sottolineando l'estrema violenza di queste immagini.

E' proprio con esse infatti che il film si apre, con i ralenti che sembrano presi da una qualsiasi trasmissione televisiva al mare, solo estremizzati negli ammiccamenti sessuali, esagerati nella patina e resi impressionanti dalla lentezza. Cominciando a lavorare sul senso di quelle immagini e modificandone la percezione comune Harmony Korine dà il via ad un film su 4 ragazze che partono per le vacanze di primavera e finiscono per compiere un viaggio nel crimine e nella violenza. Da lì in poi tutto sarà all'insegna dell'uso degli strumenti e dei mezzi dell'intrattenimento di massa più facile per metterne in risalto l'incredibile violenza.
Ci sono scene di sparatorie con Britney Spears di sottofondo, girotondi con passamontagna rosa e fucili a pompa e le protagoniste sexy costantemente in bikini, piedi scalzi e performance lesbiche sono attrici diventate note per show e film su Disney Channel.
Il mondo del divertimento di massa esposto per la violenza che le sue immagini celano secondo Harmony Korine. 

Ma se l'idea è il massimo dell'interesse, la riuscita non sempre è all'altezza. Nella prima parte il film stenta ad ingranare, si innamora di sè più volte (la prima rapina ad esempio) e si dilunga con espedienti non sempre riusciti. Nella seconda invece, la spremuta di sangue e la determinazione con cui lo Spring Break diventa solo violenza, priva degli ammiccamenti glamour e della patina, solo bikini, pallottole e passamontagna rosa, giova al ritmo e si ha finalmente la sensazione che anche il film lavori per trovare quel senso che lo spettatore è pronto a leggere dall'inizio.

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