2016/2017

2015/2016

2014/2015

2013/2014

2012/2013

2011/2012

2010/2011

2009/2010

2008/2009

2007/2008

2006/2007

2005/2006

2004/2005

31.10.12

Oltre le colline (Dupa Dealuri, 2012)
di Cristian Mungiu

PUBBLICATO SU 
Se c'è un film che quest'anno può convincere anche il pubblico meno incline nei riguardi del cinema compassato e austero (quello più di nicchia o da festival) è Oltre le colline. Senza per nulla girare dalle parti del suo successo maggiore 4 Mesi, 3 Settimane, 2 giorni, Mungiu gira 152 minuti prendendo ispirazione da due storie di ortodossia cristiana e violenza fuse in una sola, organizzata come un ottovolante, non tanto per la rapidità ma per il meccanismo di lenta salita nella prima parte funzionale ad una rapidissima discesa terrificante nella seconda. Non a caso la sceneggiatura è stata premiata a Cannes, al pari delle due attrici protagoniste.

In una chiesa da poco formata un prete regola la vita di una congrega di monache timorose e facili allo spavento, nella cui comunità piomba un'altra donna, laica, ex amante (ma ancora innamoratissima) di una di loro, bisognosa di aiuto economico e, si scopre presto, non facile da trattare forse anche per questioni patologiche.
Come si conviene al cinema di Mungiu è sempre abbastanza difficile attribuire le colpe o anche solo emettere una sentenza secondo gli standard giurisprudenziali della società occidentale, le colpe sono chiare ma le motivazioni sono investigate ad un livello tale che è impossibile non comprendere che la catena che ha portato agli infausti eventi è stata forse più diabolica degli attori stessi. Eppure in Oltre le colline esiste un contrasto affascinante e commovente tra il candore infinito di un amore che spinge a combattere tutto e prendere le decisioni peggiori e la violenza con la quale è manifestato e represso.

I temi sociali più semplici sono evidenti e facilmente ravvisabili (la convinzione che esiste dietro una scelta religiosa, il limite tra convenzione e fede, la violenza della missione di salvazione del clero, l'ottusità dei dogmi e la paura che il sesso e il diverso suscitano) ma Mungiu sa lavorare negli anfratti, evitando di raccontare di monache lesbiche e concentrandosi invece sulle azioni imprevedibili di chi, in situazioni estreme, lascia prevalere la paura sulla comprensione. Allora quello che davvero unisce questo film a quello precedente e più noto è l'incredibile e inutile (ma realissimo) percorso di purificazione che è costretto a percorrere chi ama senza ragione, senza badare alla propria convenienza, percorso che il regista non ha paura di mostrare come cristologico.
La prigionia, così spesso rappresentata al cinema, quando è guardata dal punto di vista di Mungiu (questa volta inteso in maniera letterale, proprio dai punti in cui si piazza la macchina da presa) diventa altro, una squallida storia di disperazione e incapacità di decidere e una metafora pazzesca (mai mostrata in pieno) di una crocefissione raggiunta senza che nessuno lo volesse o intendesse, ma frutto di carità.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Hey I аm sο glad I founԁ your blog, I rеаllу found уou bу error, ωhile I ωas sеаrching on Bing
foг sοmething еlse, Regarԁless I am heгe now and wоuld
just like tо sау manу thanκѕ fоr a maгvеlous ρoѕt and
а all rοunԁ excitіng blog (Ι alѕo love the theme/design), I don't have time to read through it all at the moment but I have saved it and also added in your RSS feeds, so when I have time I will be back to read more, Please do keep up the superb work.
Feel free to visit my website :: Loans for Bad Credit


Creative Commons License
...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.