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14.2.13

Franklin the ladies' cat

Se in televisione e al cinema l'animazione rimane un prodotto sostanzialmente pensato e indirizzato primariamente all'infanzia (sebbene negli ultimi anni siano cresciuti i film con più livelli di lettura, il target primario rimane sempre lo stesso), in rete questa si sta sviluppando in un'altra direzione.
Pensata non per conquistare e far sognare ma per valicare i confini e le limitazioni espressive del live action, l'animazione in rete somiglia molto più ai fumetti che ai cartoni animati. Dalla forma più statica mutua l'umorismo corrosivo, l'ottica obliqua sulla realtà e la capacità di sintesi.
Influenzata dalla doppia necessità di brevità (brevità dei contenuti in rete e brevità dell'animazione in sé, dispendiosa da realizzare) l'animazione online è almeno nella metà dei casi un prodotto per adulti maturo e sensibile, audace e corrosivo.

Non fa eccezione Franklin the Ladies'Cat, variazione nemmeno troppo lontana nel nome da Felix the Cat (di cui mutua anche i colori primari), esperimento del video artista Bard Edlund, nato come cortometraggio inviato a diversi festival e poi diventato (con molta calma) una webserie da un episodio al mese, al momento arrivata al secondo.
Si tratta di un misto di live action e animazione (come già erano My anime girlfriend o Drawn by pain) condotto sullo schema della videoconfessione in stile documentario o intervista televisiva. Franklin il gatto parla con i suoi intervistatori, racconta la sua vita, le sue notti e le sue abitudini, soffermandosi molto sul rapporto con le donne. Ma mentre nelle parole magnifica le proprie conquiste, il proprio status e stile di vita, descrivendosi come un donnaiolo esigente, le immagini ne mostrano la miseria e la tristezza. 

2 commenti:

Pietro Bianchi ha detto...

"Se in televisione e al cinema l'animazione rimane un prodotto sostanzialmente pensato e indirizzato primariamente all'infanzia"
Certo un luogo comune simile da te non me lo sarei mai aspettato...


Gabriele Niola ha detto...

ma dopo metto che "(sebbene negli ultimi anni siano cresciuti i film con più livelli di lettura, il target primario rimane sempre lo stesso)"


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