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5.9.13

Trap Street (Shuiyin Jie, 2013)
di Vivian Qiu

SETTIMANA DELLA CRITICA
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

Capita spesso che i navigatori satellitari non rilevino determinate strade, come se non esistessero (benchè sono presenti nella mappa) o semplicemente come se non venissero calcolate per i tragitti. E' quel che capita al protagonista di Trap street, che di lavoro fa le rilevazioni per le mappe satellitari, quando si imbatte in una strada simile che non si riesce a far uscire sulla mappa. E mentre ci lavora incontra una donna bellissima, sofisticata e misteriosa. La coincidenza delle due cose (l'incontro con la donna e la strada misteriosa) lo convinceranno ad insistere e la sua insistenza lo porterà nel peggiore dei baratri una volta scoperta la motivazione molto terrena e molto logica della mancata rilevazione.

L'ho resa molto avvincente questa trama nel raccontarla. Lo è molto meno in Trap street, raccontata com'è in un arco eccessivamente lungo e con poca verve. 
L'attenzione di Vivian Qiu infatti è più sulla vita e il contesto nel quale il protagonista si agita e su quanto sia differente dalla presenza ingombrante di una donna misteriosa che sull'intreccio in sè. Il motivo di ciò è chiaro nella seconda parte quando emergono le ragioni dello strano comportamento della strada e il protagonista ne subisce le conseguenze.

Trap Street a quel punto perde parte dell'interesse di partenza, cambia genere e finalità, diventa un film di denuncia, prende la strada della politica e da possibile avventura diventa un dramma sociale duro e molto spietato nel dipingere maltrattamenti e abusi.
Si potrebbe anche dire che il film mostra come in Cina la più innocente delle provocazioni o il più blando scarto dalla normalità possa causare un inferno personale ma sarebbe una gentilezza. In realtà Trap street annoia prima e scoraggia poi con le sue tesi confezionate (come al solito: temi su cui siamo già tutti daccordo e a cui il film non aggiunge molto nè in novità nè in capacità di comunicare le reali sensazioni collegate agli atti descritti) mancando regolarmente l'obiettivo del coinvolgimento.

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