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20.11.13

Fuga di cervelli (2013)
di Paolo Ruffini

PUBBLICATO SU 
Paolo Ruffini è una figura inconsueta nel panorama italiano. Per metà comico, per metà conduttore televisivo e per un quarto spalla, si è ritagliato uno spazio in televisione prima e al cinema poi, virando sempre di più (e con una certa gioia sembrerebbe) verso le commedie più basse. Esclusi due exploit (in ruoli minori) con Virzì, Ruffini al cinema è arrivato con cinepanettoni e nei casi migliori con film di Fausto Brizzi, professando un'indefessa fede nella serie B. 
Ora che ha deciso di esordire come regista (anche se lui stesso sostiene di essere stato molto aiutato da Guido Chiesa, con cui ha anche scritto l'opera) non meraviglia che il risultato sia una vera commedia di serie B contemporanea.

In una fase storica in cui serie B è genericamente un complimento, in cui significa onestà, pochi fronzoli e un atteggiamento franco e diretto con lo spettatore, il cinema di secondo livello, quello fatto peggio, più brutto e semplice nel senso deteriore del termine, dovremmo chiamarlo in un'altra maniera. Qualunque sia quest'altra maniera è l'aggettivo buono per Fuga di cervelli, pellicola, storia e racconto insulso che manca il suo primo obiettivo (far ridere) e a ricasco tutti gli altri (dal coinvolgere giù giù fino ai più improbabili come "emozionare").
La storia mette 4 outsider (due handicappati, uno sfigato cronico, un fattone e uno effettivamente scemo) nel contesto del college (Oxford) alla ricerca di donne, ma senza la violenza della fame sessuale dirompente della tradizione di Animal House (o anche del più basso Porky's), più con un'incomprensibile e fuori luogo dolcezza d'animo.

Non è insomma un film dirompente ma anzi molto conservatore Fuga di cervelli, realizzato male come pochissime cose sono fatte male, scritto ancora peggio e ovviamente diretto senza un'idea dietro, solo puntando la macchina da presa sulle persone. Con questo film Ruffini pare l'erede diretto di Neri Parenti quanto ad anonima sciatteria filmica e di idee, perchè tutto in Fuga di cervelli viene da qualcos'altro (a partire dalla trama che è un remake spagnolo).
Nel film nessun attore ha una verve comica seria (esclusa qualche idiozia centrata da Frank Matano), cioè nessuno è capace da solo di far ridere, anche in barba alla sceneggiatura (è quello che capita nei momenti migliori dei film di Natale, quando irrompe il mestiere), e Ruffini stesso che altrove si è dimostrato dotato di tempi comici e di una certa forza nello stare in scena, qui è totalmente innocuo, annacquato dalla mancanza di qualcuno che lo sappia dirigere.
Senza alcun dubbio tra i film peggiori della stagione.

8 commenti:

Dantès ha detto...

Guido Chiesa? quel Guido Chiesa? minchia. pardon, non ce la posso fare


Gabriele Niola ha detto...

i soldi....
piacciono a tutti


Anonimo ha detto...

Sono Guido Chiesa. Capisco, ma vi invito a leggere quanto segue: http://guidochiesa.net/2013/nov/21/ruffini-totti-colorado-fuga-di-cervelli-chiesa/
Grazie


Gabriele Niola ha detto...

Le ragioni che illustri sono più o meno quelle che si potevano intuire.
Io non ci trovo nulla di male, mi sembra tutto molto sensato e in un certo senso "sano" (se qualcuno chiede ad uno bravo di aiutare uno meno, perchè il primo dovrebbe dire di no?) nella mia vita faccio anche di peggio per denaro, dunque...

Certo il risultato (di quest'aiuto e quindi poi il film in sè) è a mio parere davvero sconfortante e personalmente non lo definirei "dignitoso", ma certo dipende sempre qual era il punto di partenza, cosa che ignoro.

Detto questo un conto è la recensione (compare su una testata, viene letta da un pubblico più vasto ed eterogeneo), un conto sono i commenti, nei quali non mi vergogno di avere un tono più tranquillo e divertito e di scherzare con gli altri nella stessa maniera in cui mi aspetto che qualcun altro scherzi con me.


guido chiesa ha detto...

Caro Gabriele
tu puoi scrivere ovviamente quel che vuoi. Ma il tono più che scherzoso era malizioso, per non dire offensivo. Dopodiché, se vogliamo mettere i puntini sulle "i", non posso non essere infastidito se qualcuno sostiene l'ho fatto per soldi. Che erano l'ultima e meno significativa ragione per cui l'ho fatto. Dopodichè, lo rifarei e non trovo il risultato così pessimo. Anzi. Ma di questo ognuno è libero di pensarla come vuole.
Saluti e ancora grazie


Gabriele Niola ha detto...

Guarda, capisco che ti sia infastidito, e mi dispiace, non era intenzione quella di canzonarti in maniera maliziosa. Ad ogni buon conto, come ben sai i commenti sono più conversazione che altro e non dico nulla che non sarei disposto a sentirmi dire, nel senso che non lo trovo offensivo anche qualora tu l'avessi fatto per soldi (che è un fine nobile e non certo volgare) e alla fine della fiera a me importa poco il motivo per il quale l'hai fatto (tanto da essere materia di scherzo), la trovo comunque una cosa buona a prescindere dall'esito come ti ho già scritto.
Comprendo che tu non lo trovi pessimo ma come noti già te, qui ovviamente si sfora nel campo delle opinioni personali e credo che sia io che te abbiamo già espresso le nostre in maniera esaustiva.

Dunque io più che chiarirti che non c'era malizia ma solo bonaria presa in giro, e dirti che mi dispiace che l'impressione sia stata un'altra, non posso dirti. Spero basti.
Saluti a te


Pietro Bianchi ha detto...

Peccato che il risultato finale sia pessimo, Ruffini quando si lascia andare e va aruota libera è una forza della natura, ma ho l'impressione che nei film (ed anche in TV) si freni o sia frenato perchè se no esagera.


Anonimo ha detto...

Paolo Ruffini è il più grande animatore che io abbia mai visto, bravissimo, il migliore. Perchè screditare la sua interpretazione? Voglio dire perchè non vi mettete nei panni di un idraulico che deve fare un impianto elettrico, non è per niente facile, non è il suo lavoro! Ora la domanda da fare sarebbe questa: perchè un idraulico dovrebbe fare un impianto elettrico invece che un impianto idrico?


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