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9.9.15

Endless river (id., 2015)
di Oliver Hermanus

MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA
CONCORSO
Ci sono alcuni legami che si fondano sul sangue, un sentimentalismo malato che cerca la vita a partire dalle morti. Questo pare essere ciò che Endless river vuole affermare nella sua storia di un uomo e una donna che si trovano dopo che le rispettive famiglie o partner sono stati uccisi. Le colpe non è ben chiaro di chi siano, chi ha ucciso chi o se qualcuno di loro due sia coinvolto, di certo è questa spirale di morti che li unisce in un legame sessuale e forse sentimentale, perchè quel che conta sono loro due. Peccato che in realtà loro due non contano per il film, sono personaggi le cui emozioni impalpabili non sono esplorate.

Non c'è niente di male nello spunto di Endless river e nelle sue intenzioni ma c'è tutto il male del mondo nella maniera in cui le persegue, evitando metodicamente di affrontare un argomento estremamente ricorrente nel cinema e nella narrativa con occhi nuovi. Gli autori migliori che raccontano storie fieramente sentimentali, meglio se sporcate dall'opposto dell'amore, sanno lavorare sugli aspetti e gli anfratti che più sono lontani dai clichè. Per riuscire a colpire ancora una volta lo spettatore cercano di sferrare un colpo dal punto in cui meno se lo aspetta oppure cercano di andare così a fondo con il coinvolgimento da scuotere qualcosa di primordiale e carnale.

Endless river non sceglie nessuna di queste due strade (tantomeno quella fisica) ma si tiene ad una distanza impossibile per una storia di questo tipo. Filmare il noto e il banale senza sporcarsi le mani, senza scendere nella palude del dolore o della resurrezione da questo assieme ai personaggi (a seconda di cosa interessi) porta il film di Oliver Hermanus a impantanarsi ben presto.
Le sue immagini sciorinano un repertorio maldestro di chiaroscuri, un'alternanza insignificante di interni ed esterni e, a parte una mirabolante sequenza di titoli di testa degna del cinema classico hollywoodiano, danno l'impressione di un film che non sa dove andare a parare o come mettere in scena la propria storia.

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