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19.5.18

Knife + Heart (Un couteau dans le couer, 2018)
di Yann Gonzalez

CONCORSO
FESTIVAL DI CANNES
Ci sono tutti gli stereotipi del cinema autoriferito degli anni ‘80 in Knife + Heart, c’è il Pedro Almodovar dell’inizio di Lègami e il De Palma di Omicidio a Luci Rosse, impermeabili, mascheroni, coltellacci che penetrano e omicidi in serie in una troupe di film porno LGBTQ prima che questa sigla esistesse.

Non salta nemmeno uno stereotipo del cinema e della mitologia queer il film di Yann Gonzales, che mette in scena l’omosessualità, la bisessualità e i trans con la passione per l’esibizione edonistica della diversità come Almodovar (solo che per lui era una forma di affermazione di qualcosa che era realmente tabù) e omaggia i gialli italiani come De Palma, tutto in un mondo, quello del 1979 , in cui potersi divertire con la pellicola e il rapporto tra tagli del montaggio e tagli dell’assassino. Tutto a posteriori.

Ma non c’è vera goduria in Knife + Heart, non c’è nessuna reale ironia se non tra i titoli dei film porno girati (il migliore, ambientato vicino ad un ruscello, è Di Sperma e d’Acqua Fresca). C’è invece la perfetta espressione di quella maniera molto ponderosa in cui tutta una parte del cinema francese (e del mondo che gli gira intorno) continua ad intendere i film e la cultura dei film. Un modo che guarda il cinema attraverso lo specchietto retrovisore che gli impedisce di guardare avanti anche mentre rifà il passato (cosa che in questi anni di certo non è loro esclusiva) e che ancora li àncora al culto dei film che parlano di sé e che cambiano la realtà.

In Knife + Heart non è perdonato nemmeno uno degli stereotipi, il film avrà un gran finale in una sala cinematografica tra vita reale e sua rappresentazione artistica, citerà il Fantasma dell’Opera e vorrà a tutti i costi essere cinema di genere senza la serietà che ad esso si accompagna (è più parodia di genere), vorrà mettere in scena tanta teoria sul montaggio e sulla recitazione, unita ad un amore posticcio per i generi meno nobili come il porno. Un divertimento per chi al cinema cerca conferma di quello che ha studiato a scuola di cinema invece che la pratica.
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