29.5.05

Terrore sul mar nero (Journey into fear, 1943)
di Norman Foster (e Orson Welles)

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Orson sostiene che il film gliel'hanno levato ma lui comunque non lo voleva dirigere, voleva solo interpretarlo dopo averlo adatto dal romanzo assieme a Joseph Cotten, Bogdanovich aggiunge invece che alcune sequenze le ha girate lui, forse quella sul cornicione (e io aggiungerei quella dello sbarco dalla nave e la fuga in macchina nel paesino russo), infine c'è chi dice che Orson a suo tempo aveva "dipinto" tutte le sequenze così che Foster non potesse sbagliarsi.
Chiunque abbia visto i film di Welles capisce subito che qualcosa di più che scriverlo deve aver fatto Orson, l'apertura sul killer che si prepara con sotto il giradischi incantato, la sua comparsa dall'ombra sulla nave (che tanto ricorda il Terzo Uomo), il gigantismo di Aki, il colonnello magistralmente impersonato dallo stesso Orson (anche se lui dice che il montaggio ha stravolto la sua interpretazione).
Terrore sul mar nero è un film d'azione (Orson sostiene che lui avrebbe voluto qualcosa di più riflessivo, giocato sui contrasti tra le personalità ingombranti), un thriller che gode dell'isolazione che la trama gli regala (il viaggio sulla nave mercantile), che si bea degli ambienti luridi e sporchi (la stessa pioggia finale sembra sporca) che rispecchiano l'orrore dei personaggi che il protagonista incontra sulla nave, una galleria di caratteri fantastici, sui quali spicca il capitano ubriacone.
Mi stupisco sempre della capacità dei film noir e più in generale del cinema degli anni '30, '40 e '50, di coinvolgere pur facendo forza di continuo su quelli che (oggi) sono stereotipi, caratteri noti e situazioni ritualizzate.... Eppure ogni volta mi fregano, ogni volta mi commuovo, ogni volta mi spavento quando sullo sfondo, leggermente sfocato, compare l'assassino e il protagonista in primo piano non lo vede. Dev'essere la maestria nel costruire la trama, nel presentare le situazioni, rendendole credibili, e la mia volontà di essere "preso". Si, credo che il bello sia tale solo per chi lo vuole vedere.





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