27.6.05

Romanzo di un baro (Le roman d'un tricheur, 1936)
di Sacha Guitry

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Non avevo mai visto un film di Sacha Guitry e ho registrato Romanzo di un baro per errore, ma dato che l'avevo già sentito nominare parecchie volte ho deciso di vederlo. Che visione illuminante!
Il film comincia con i titoli di testa narrati dalla voce fuoricampo, che narrerà poi tutta la storia (e io che pensavo che il primo fosse stato quel genio di Welles in L'Orgoglio Degli Amberson), vengono mostrate tutte le persone citate (compositore, montatrice, direttore della fotografia ecc. ecc.) come indaffarate nel loro lavoro anche se a metà presentazione la voce off svela che stanno tutti fingendo di essere indaffarati "...ma come non credergli?", tutto è narrato con questa consapevolezza della finzione, con questo progressivo svelamento del patto finzionale.
Per favorire la forma del racconto con voce off, Guitry adatta il contenuto del film, facendo sì che sia tutto il raccontato dell'anziano protagonista che redige le proprie memorie e quindi fa da narratore. Ma la cosa che più mi ha sorpreso è stato di trovare lo stesso stile di messa in scena di Jean Pierre Jeunet e del suo Il Favoloso Mondo di Amelie (cito questo e non Delicatessen perchè lì ha proprio raggiunto la vetta), e questo ovviamente getta tutt'una nuova luce sui meriti di Jeunet (che per carità rimangono ma ridiensionati).
Guitry ha proprio la passione del racconto, narra con partecipazione e divertimento giocando di continuo con lo spettatore, personaggi che guardano in camera ed ammiccano, e piccole sequenze che mostrano palesemente allo spettatore alcuni trucchi del baro protagonista della storia. Non ha paura di non essere compreso, ma ha quell'indomita intraprendenza di chi è conscio dei propri mezzi e va' avanti per la propria strada. Interessante poi tutta la sottotrama su onestà e delinquenza: il protagonista è ossessionato dalla delinquenza, di cui vorrebbe fare a meno, ma gli eventi continuano a buttarcelo dentro ed ogni volta che tenta di essere onesto finisce in miseria, salvo ritornare abbiente con qualche colpo criminale.
Unica stranezza, il film è girato nel '36 a quasi dieci anni dall'arrivo del sonoro eppure tantissime inquadrature sembran prese pari pari dagli albori del muto.....





2 commenti:

Ismaele ha detto...

visto anch'io, , molti pezzi sono geniali, il resto è bellissimo

(ti ho citato nel mio post, spero non ti dispiaccia)

Gabriele Niola ha detto...

no anzi mi fa piacere