2.12.05

C'eravamo Tanto Amati (1975)
di Ettore Scola

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Benchè non ami la fase anni '70, quella cioè calante (se non post-mortem) della commedia all'italiana, a causa delle sue contaminazioni metacinematografiche (vedi attori che parlano direttamente allo spettatore ed espedienti di messa in scena tipo il flashback o il fermofotogramma palesati) in grado di appesantire anche opere belle come Romanzo Popolare, tuttavia mi affascina C'eravamo Tanto Amati.
Non sono neanche un grande estimatore di Scola, nè amo i film che ripercorrono la storia del nostro paese, eppure... Saranno le mille delicatezze sparse nel film a comprarmi, anche oltre alcuni fastidiosi effetti o ritratti (il personaggio della moglie di Gassman su tutti), sarà Nino Manfredi finalmente tanto convincente, sarà l'amarezza senza scampo... Mah!
L'umorismo è quello tipico targato Age&Scarpelli, quello della presa in giro della realtà fondata più che altro su trovate verbali, che non ho mai capito se funzioni all'estero (fatto sta che il film ha avuto importanti riconoscimenti anche in Francia ed in Russia).
Non lo so, C'eravamo Tanto Amati mi lascia dubbioso e con sentimenti contrastanti. Mille delicatezze a fronte di una forma che non digerisco facilmente. Alle volte mi sembra addirittura un melodramma mancato per poco, ci sono dei personaggi delineati in maniera molto profonda ed altri invece molto superficiali (nettissimo il differente approccio a Manfredi/Sandrelli rispetto ai più stereotipici personaggi di Gassman e Satta Flores).
Va vicino ad essere un capolavoro eppure ne è lontano a anni luce.





22 commenti:

gparker ha detto...

Sono qui che aspetto Tony.

frankie666 ha detto...

Buttati su Dino Risi... Ha fatto ottimi film negli anni 70.... E cmq degli anni 70 sono anche Amici Miei e Il Marchese Del Grillo... Non mi sembrano esempi di una commedia all' Italiana in fase calante...

tony ha detto...

E perchè mai?
Tony l'adora a C'eravamo Tanto Amati -uno spettacolo già dal titolo, la versione inglese è We All Loved Each Other So Much, terribile. Tony, che disprezza Sordi pubblicamente, ama smodatamente Manfredi. E pure Gassman mi piace.

Non mi aveva convinto troppo la Sandrelli, e nemmeno il pezzo con i sessantottini, pero' è un filmone, super nostalgico.

gparker ha detto...

Infatti ci sta.
Amici Miei e Il Marchese del Grillo non sono commedie all'italiana, sono commedie. Negli anni '70 ormai la commedia all'italiana è finita e ci sono solo questi sparuti ultimi fuochi...

frankie666 ha detto...

PErche non sarebbero commedie all' Italiana.... Cosa sono alla Polacca?

gparker ha detto...

La commedia all'italiana non è una commedia fatta in Italia, è un genere preciso, come il neorealismo non è un dramma italiano fatto negli anni '40.

Le caratteristiche della commedia all'italiana sono principalmente lo stile minimalista, l'attenzione molto forte al sociale e la visione ironica di una realtà che ha molto di tragico.

frankie666 ha detto...

A me i due film di cui sopra mi sembrano rispondere a tali caratteristiche.... Certo non pienamente... Dell' armata brancaleone che mi dici???

gparker ha detto...

No l'armata Brancaleone non è commedia all'italiana, dev'essere di forte attualità.

In Amici Miei c'è proprio poca attenzione al sociale, più allo spaccato, come pure Il Sorpasso infatti è erroneamente fatto rientrare nel genere.

Il prototipo è i soliti ignoti.

Valerio ha detto...

bhè non solo, se mi dici commedia all'italiana io d'impulso,cosi ti rispondo matrimonio all'italiana.
comunque scola ha firmato mlti copioni di film che poi ha fatto Dino Risi, in realtà come dice Scola stesso neorealismo e commedia all'italiana sono molto simili, il secondo nasce dalla costola del primo.

gparker ha detto...

sono daccordo.

frankie666 ha detto...

Scola e Risi ne saranno felici... Tengono molto alla tua opinione...

pietruccio ha detto...

Siete molto colti oggi sono a cena con il direttore della boston review ( erano anni che sognavo di dire una cosa del genere e soprattutto in questo modo), ma la chicca è che on-line dovrebbero avere dieci anni di recensioni cinematografiche fatte da un noto psicanalista bostoniano io mi ci faccio un giro così un giorno forse anche io potrò sognare di sperare di immaginare di pensare di credere di aver avuto un'allucinazione nella quale sapevo un ottantesimo di quello che sapevate voi sul cinema

pietruccio ha detto...

vabbè ci sono appena andato sul sito e le recensioni saranno una quarantina ma sono molto accurate , la rivista sichiama boston review e non è la boston book review uno dei due editors si chiama cohen ... vorrei un parere da gparke se e quando ne avrà tempo. Tornando su un discorso già fatto se a voi offrissero dei soldi per lo sviluppo di apparecchiature militari come vi sentireste? ( sono escluse le risposte tipo: strano perché se vede che staveno a cercà n'artro che io nu nne so n'cazzo di tecnologia militare),acctttereste o se foste uno scenziato cerchyereste di indirizzare le vostre scoperte per quanto è possibile in una direzione auspicabile ?

gparker ha detto...

La guerra è una delle cose che più fanno progredire la scienza, moltissime fra le più grandi scoperte scientifiche sono state fatte per motivi o con finanziamenti a sfondo bellico. Così, anche se non è bello e anche se forse ci piacerebbe altro, qualsiasi sviluppo di tecnologie porta a fini militari.
Certo c'è da fare una differenza, c'è chi compie degli studi e mette a punto determinate tecnologie in astratto (pur se con finanziamenti bellici) e c'è chi le trasforma in armi.
C'è una bella differenza tra Fermi e chi ha usato le sue teorie per fare la bomba atomica.

frankie666 ha detto...

Accetterei.... Poi saranno cazzi vostri... Dominerò il mondo.

Valerio ha detto...

a me i videogames hanno insegnato che lavorare per lo sviluppo di apparecchiature militari non è etico. Uno scienziato non ha come scopo la distruzione,forse la difesa o come si preferisce dire oggi la prevenzione...credo che uno scienziato abbia altri scopi, perchè impiegare risorse e soldi in una cosa del genere??
é vero che le industrie belliche hanno contribuito alla crescita tecnologica, ma non credo sia l'unica strada.

gparker ha detto...

Non l'unica ma quella che nel tempo si è dimostrata la più efficiente.

frankie666 ha detto...

W i fucili da cecchino, con il MIRINO LASER.

p.s. Non sto parlando con la persona che ha scritto il commento prima di me.

Dome & Edo ha detto...

Bel film anche questo con Vittorio Gassman.

Anonimo ha detto...

O.K. "Il Marchese del Grillo", ma "Amici Miei" non è commedia all' italiana, ma che striamo a dire??? Mah!
Per forza di forza attualità??? Bah! Vabbè, se lo dci te...
Certo è che sono alquanto perplesso da ogni volta che ti leggo.

Anonimo ha detto...

Poi si verte du altri discorsi. Boh!
Comunque "Il Sorpasso" si si, si vede. Comunque tu che sai tutto, vai contro e che ci illumini... vabbé, ho scritto torppo per oggi.

gparker ha detto...

Calcolando che Monicelli è il vero padre e principale autore della commedia all'italiana è chiaro che Amici miei bene o male rientra, ma bene o male.
Monicelli è la commedia all'italiana e dunque il suo stile quello è, anche i suoi film anni '90 portano quell'impronta. Ma è indubitabile che negli anni '70 la commedia all'italiana era morta e i film che si facevano, alle volte anche molto belli ne utilizzavano qualche caratteristica e qualche topos, di certo non ne sono chiari esponenti.

Il Sorpasso è un classico esempio si film ricondotto secondo me erroneamente alla corrente perchè è la storia di due uomini e due stili di vita contrapposti con di sfondo l'Italia dell'epoca.
Non centra nulla con quel cinema secco e asciutto che faceva Monicelli, con la volontà di ritrarre il popolo, di mettere in scena una storia di disperati in commedia.
Il Sorpasso guarda già alla fase di fine anni '60 del cinema italiano.

E comunque non credo di andare contro nessuno.