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3.4.06

Troppo Belli (2005)
di Ugo Fabrizio Giordani

Finalmente riesco a vedere questo capolavoro del nulla, questo emblema del cinema senza valore, questo simbolo della cattiva qualità e come sospettavo non mi trovo davanti a nulla di tutto ciò.
Il film è quello che è, ovvero esattamente quello che vi aspettate, una trama scontata con evoluzioni banalissime e a tratti fortemente ridicole, al servizio della promozione dei due troppo belli.
Ma non penso del film tutto il male che si è detto.
E' sostanzialmente un'opera facile, fatta male anche per essere facile, che si propone di parlare a chi è volenteroso di ricevere messaggi banali e rassicuranti. C'è la bruttina che messe le lenti, compratasi un vestito e lavatasi i capelli diventa bella, c'è la famiglia italiana che sostiene sempre i figli e i loro sogni nonostante tutto, c'è il mondo cattivo degli agenti che nasconde però dell'umanità al suo interno e c'è tanto volemose bene. Troppo Belli è un film da televisione, un'operetta buona per massaie in vena di ottimismo, una conferma di tutto quello in cui piace credere, fatta a tirar via e senza fantasia o voglia di sperimentare, mal recitata solo dai protagonisti, con i soliti buoni caratteristi (su cui spicca Ernesto Mahieux che non capisco perchè sia finito a fare questo).
Ma non è questo il cattivo cinema. Questo è il cinema ingenuo e stupidotto che non fa male a nessuno e in qualche modo (probabilmente con l'home video e i passaggi televisivi) raccimola qualche soldo andando a prendere una fetta di pubblico (quello principalmente televisivo) che solitamente non va al cinema. E' il cinema facile che c'è sempre stato e sempre ci sarà.
Il cattivo cinema, quello da condannare veramente, quello che fa danni seri è altro. E' il cinema di Fuoco Su Di Me, è il cinema di Ron Howard e (in qualche modo) di Sam Mendes (non parlo di Jarhead che ancora devo vedere), quel cinema in sostanza che si propone come alto ma in realtà è una rielaborazione pacchiana, banale e superficiale di stereotipi culturali. Un cinema che viene anche premiato e diffonde un'idea di arte assolutamente fuorviante e inutile.
Quelle sono le porcherie, i film che vogliono essere altamente riflessivi e molto profondi e che così vengono considerati da chi non ha mai visto un film vero e complesso in vita sua o non ne ha visti abbastanza da comprendere la differenza tra chi ha qualcosa da dire e chi non dice nulla in una bella confezione (e alle volte non c'è nemmeno quella).
Anche Costantino e Daniele sanno che Troppo Belli non vale nulla, probabilmente pensano che possa intrattenere qualcuno e sperano, nella migliore delle ipotesi, che faccia due soldi oltre a dargli la possibilità di avere altre occasioni lavorative ma nulla più. E' un prodotto che tutti sanno essere scadente per questo è innocuo.





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