Paolo Valdemarin spiega per bene un concetto applicabile a molto ambiti di interesse e molte professioni.
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7 commenti:
eccomi di ritorno!
sull'articolo: peccato che gli esempi che cita riguardano cose su cui tutti possono avere un'opinione sensata.
il grafico realizza il prodotto, ma la resa estetica è giudicabile da chiunque, mica bisogna saperne di css html etc. etc.
Però è come quando assumi un architetto. Anche tu sai quando una casa ti piace o no ma quello è uno specialista, dovresti dirgli più o meno come la vuoi e lasciargli mano libera per avere un bel risultato e non mettere bocca pretendendo di saperne di più.
dipende: se per avere più luce vuoi buttar giù un muro portante ovvio che no, ma la disposizione delle stanze dev'essere funzionale alle esigenze del cliente, mica dell'architetto.
l'esperto deve fornire al profano più le sue competenze che la sua visione, quando si parla di lavori commissionati almeno.
e comunque anche un medico talvolta lascia scegliere al paziente la cura da seguire.
Quello di cui Paolo Valdemarin parla però sono le situazioni in cui ti viene chiesto un progetto, lo presenti econdo le richieste del cliente (perchè come dici pure tu è così che funziona) e poi il cliente ti fa le sue opposizioni banali, che sono sempre le stesse e non vuole sentire ragioni, tanto da portarti a chiederti perchè abbia chiesto la tua consulenza? Perchè gli serviva uno che materialmente eseguisse le sue idee? Ecco la presunzione di saperne di più di uno esperto?
Vuoi che il tuo sito faccia una certa impressione? Abbia un certo impatto? Se ti rivolgi a me devo decidere io come fare a raggiungere quel risultato, altrimenti sono solamente un esecutore e il mio lavoro intellettuale viene sostituto dal tuo che nel mio campo non sei nessuno e non sai niente.
Il titolo del post da dove l'hai preso...?
"Sogni D'Oro" di Nanni Moretti
Mi sembrava...
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