11.2.07

La Casa Dalle Finestre Che Ridono (1976)
di Pupi Avati

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Dopo 4-5 horror canonici la carriera di Pupi Avati subisce uno scossone in avanti con La Casa Dalle Finestre Che Ridono.
Di grande impatto all'epoca (visto oggi ha qualche calo di ritmo vistoso), questo horror baviano (come del resto erano tutti quelli di quel periodo) ha l'indubbio merito di riuscire a creare un'atmosfera adeguatamente spaventosa utilizzando sia stilemi classici (del genere all'italiana) sia soprattutto utilizzando lo scenario della bassa padana. Una location horror assolutamente inedita e perfetta.
Merito soprattutto del fratello Antonio Avati, il film è tutto narrato attraverso un abile utilizzo del concetto di provincia, con i suoi segreti, i suoi sistemi quasi autarchici e il senso del grottesco che continuamente la pervade. Non è certo un'opera di David Lynch, ma un horror che tenta un'operazione intelligente e fuori dagli schemi.
Avati poi ripeterà l'esperimento fortunato con altri horror padani che tuttavia non raggiungeranno mai il livello di questo primo.

4 commenti:

Jacopo ha detto...

forse questo è l'unico film horror che mette veramente paura..

gparker ha detto...

Non mi ritengo un soggetto particolarmente soggetto alla paura ma devo dire che altri film sia più vecchi, come Profondo Rosso, sia più moderni, come The Ring, mi hanno spaventato molto.
Poi c'è da dire che molto lo fa anche la fruizione cinematografica. Vedere un horror al cinema fa sicuramente più paura che vederlo in televisione.

Jacopo ha detto...

beh.. al cinema fa sicuramente un effetto maggiore.. però secondo me i pochi horror che riescono davvero a creare un'atmosfera disturbante e spaventosa sn quelli più vecchi, tipo appunto questo e profondo rosso.. the ring a me nn m'ha proprio toccato..

gparker ha detto...

Invece a me pure i moderni spaventano tantissimo. Anche perchè mi sembra che come il riso anche la paura sia una cosa che dipende dai tempi. Spesso cose che facevano paura una volta oggi fanno ridere.