9.4.07

Corvo Rosso Non Avrai Il Mio Scalpo (Jeremiah Johnson, 1972)
di Sidney Pollack

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Secco, asciutto e intriso di forti valori Corvo Rosso Non Avrai Il Mio Scalpo è palesemente più un prodotto di John Milius (alla sceneggiatura) che di Pollack.
Le scene di ampio respiro, la vita dell'uomo a contatto panico con la natura, l'importanza forte dei sentimenti non detti e non espressi in maniera diretta, tutte caratteristiche del grande scrittore/regista che si ritrovano in questo film. Quello che non si trova invece è la consueta epica di Milius sulla quale prevale la disillusione della fine del mito della frontiera e dell'incalzante incedere della modernità. Quella modernità che una figura come Jeremiah Johnson non può che ripudiare.
Rigoroso e disperato il film è un inno all'uomo nella sua totalità, dotato della capacità di stare da solo, di sopravvivere, di essere solidale, familiare e vendicativo. Nelle sue peregrinazioni per il west innevato di stati come il Nebraska Jeremiah incontra tutte le situazioni possibili e vive in tutti i modi in cui un uomo può vivere, compreso lo stadio finale della violenta bestialità.
Ma ancora di più le inquadrature sempre lontane dal protagonista lo inquadrano di continuo in scenari naturali più grandi lui rendendolo sempre parte di qualcosa di più grosso.
A onor della cronaca devo dire che questo film è considerato uno dei primi della rivisitazione del western. Uno dei primi ad introdurre il concetto di bontà degli indiani.

2 commenti:

frankie666 ha detto...

Visto tanto tempo fa, Non riuscì ad afferrarlo in pieno.
Credo di non riuscirci tuttora, però mi è sempre sembrato un buon film...

gparker ha detto...

E' proprio John Milius