7.9.07

Sorgo Rosso (Hong gao liang, 1987)
di Zhang Yimou

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Il primo lungometraggio diretto da Zhang Yimou dopo un lungo periodo in cui aveva lavorato unicamente come direttore della fotografia risente moltissimo di questa impostazione e (come del resto molti dei suoi futuri lavori) del periodo trascorso forzatamente nelle campagne cinesi.
Sorgo Rosso è una storia che basa la sua narrazione sul simbolismo cromatico che ha chiaramente nel rosso il punto focale. E' il rosso del vestito da sposa di Gong Li nella magistrale sequenza di seduzione iniziale, poi c'è il rosso del vino, il rosso del sangue e del sole. In molte sequenze anche la dominante è rossa, oltre all'ovia presenza di elementi rossi, e pure la negazione del colore in questione ha un significato (ne sono sprovvisti i giapponesi invasori per esempio).
Ambientato, come si conviene, in un passato che non ha riferimenti espliciti all'attualità Sorgo Rosso è, per la società cinese, modernissimo già a partire dalla trama che vede una giovane donna dichiarare e cercare la propria indipendenza dalle leggi ancestrali che la vorrebbero data in sposa ad un vecchio in cambio di un mulo. E invece la ragazza prende le redini della propria vita e il comando di un distilleria dove si coltiva il sorgo e lo si trasforma in vino.

Come spesso in Yimou non c'è l'amore al centro ma una passione separata dal sentimento amoroso, passione che è quasi un elemento della vita quotidiana al pari della fame e non superiore ad esso, un elemento dato per scontato ed utile al regista per portare avanti le sue considerazioni e la trama.

Impagabile la scena dell'amplesso nel campo di sorgo (foto centrale) e il protagonista che ogni volta prende la donna di forza come fosse un animale e la porta via.

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