12.12.07

Rififi (Du Rififi Chez Les Hommes, 1955)
di Jules Dassin

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Rififi sarebbe l'originale di I Soliti Ignoti, pellicola noir francese di grande successo internazionale che spinse a fare un film dall'impianto simile ma in forma di commedia anche dalle nostre parti (cosa che accresce la magnifica interpretazione e adattamento al nostro contesto e alla sua poetica che Monicelli ha saputo fare).
Ma anche preso in sè Rififi è un oggetto molto curioso, perchè si tratta di uno dei pochi esempi di cinema puramente noir francese prima dell'arrivo della grande rivoluzione della Nouvelle Vague (di lì a 4 anni) che avrebbe profondamente innovato il genere condizionandone per sempre la produzione almeno su suolo francese.
Invece Rififi è un noir d'importazione vero e proprio che cambiando l'ambientazione traduce in pieno le tematiche del noir americano scegliendo di soffermarsi più sulla componente poliziesca (il piano, il colpo, il rapporto tra malviventi...) che su quelle puramente noiresche (il rapporto con le donne, il mondo infame...).
Purtroppo soffre un po' nella parte iniziale dove l'illustrazione delle premesse della storia sembra non andare da nessuna parte in particolare, ma da quando viene presa la decisione di fare il colpo il film ha una bella sterzata e diventa una miniera di trovate ed idee.
Su tutte vince l'incredibile scena del colpo vero e proprio, girata senza una parola e senza musica, con i soli rumori dell'ambiente e con un gusto particolarissimo per la messa in scena. Impossibili da dimenticare tante immagini, come la polvere che penetra dal buco fatto, la cassaforte sulle spalle di uno dei componenti e il suono attutito dell'allarme.
Anche il finale tiene botta e non scade, anzi sbrigata la pratica più puramente narrativa e di intreccio nell'ultima parte del film vengono risolti proprio quei nodi noir che nella prima parte sembrano un po' in sospeso.

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