9.12.08

Carmen Story (Carmen, 1983)
di Carlos Saura

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Innanzitutto c'è Paco De Lucia e io (che mi informo poco prima di vedere i film) non lo sapevo. E già c'è un motivo di interesse. Voglio dire quando si ha la possibilità di vedere Dio che suona, ma anche solo che sta lì e guarda ne vale sempre la pena.

Detto questo Carmen Story è un curioso film musicale sostanzialmente senza musica, se si eccettuano alcuni canti e soprattutto il ritmo dato dai tacchi sul palco. E' la storia delle prove della rappresentazione in flamenco della storia della Carmen, una trama che è un grandissimo classico di qualsiasi musical. Però non solo non ci sono musiche, soprattutto non c'è quel tono scanzonato da film musicale.
Altro grande classico, gli attori e il regista vivono tra di loro una storia che è esattamente quella della Carmen, cioè quella che poi di volta in volta provano. Con il procedere del film le prove delle diverse scene si alternano e si fondono in maniera sempre più invisibile con la realtà della situazione fino a che non si capisce più (o non importa più) se ciò che accade è reale o la parte teatrale.

L'unico vero punto di contatto con i film musicali sono le coreografie e il gusto per la composizione delle immagini. Nonostante l'ambientazione sia sempre una sala prove tutto è votato all'estetica. E che estetica!
Carlos Saura sceglie di farsi forza di colori pastello sparati e (apparentemente) non omogenei (perchè durante le prove ognuno viene vestito come vuole) e di molte comparse che non ballano di sfondo (perchè durante le prove c'è anche altra gente che fa altro), ma soprattutto fa un uso geniale degli spazi.

Al di là di tutte le considerazioni, di tutte le trovate di racconto, di colore e di ritmo, la forza superlativa di Carmen Story è come Antonio Gades (protagonista e coreografo) concepisca assieme a Carlos Saura i diversi momenti di ballo che scandiscono il film e che sono poi le fasi fondamentali del racconto (ogni snodo di trama e ogni svelamento di un sentimento avviene con un ballo).
Macchina in movimento, inquadrature parziali e grandissima enfasi sul suono dei tacchi che sbattono sono infatti i veri grandi elementi del film che addirittura si prende un'incredibile libertà espressiva nel momento del duello tra i due innamorati di Carmen, tutto girato giocando con colori e ombre neanche fosse la Hollywood post-espressionismo tedesco.

4 commenti:

alp ha detto...

Se hai seguito l'incontro con Cimino a Roma ricorderai che ha scelto vari spezzoni di questo film..

gparker ha detto...

E' stato proprio in seguito a quell'incontro e alla visione di quei fenomenali spezzoni che ho sentito il bisogno impellente di vedere questo film.

nike dunk ha detto...

haha

面对面视频游戏 ha detto...

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