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22.6.09

Un passo alla volta

L'interpretazione della penetrazione (o meno) del 3D nel linguaggio cinematografico sarà un'operazione allucinante che durerà anni e vedrà protagonisti centinaia di articoli, libri (e se Dio vuole post) oltre ai film stessi.
Ad oggi, allo stadio embrionale che vediamo oggi (soprattutto per colpa dei film che non sono granchè) possiamo dire che il 3D è il primo modo di realizzare e proiettare film che riesce a restituire davvero il senso della visione attraverso il vetro, cioè la differenza visiva e percettiva che si ha tra la visione di una figura e la visione della stessa posizionata dietro ad una superficie trasparente. Partendo da questo mi sento anche di dire che mai vedere una figura al di là di un vetro (sia una finestra o quant'altro) è mai stato così emozionante.
Ecco. E questa è una cosa.

12 commenti:

Francis Cut ha detto...

Che film??


gparker ha detto...

nessuno in particolare.
E' un effetto che riesce bene al 3D.


Alberto Di Felice ha detto...

Dico la mia molto semplicemente. Il 3-D è circo, mentre il cinema richiede una superficie piana -- o leggermente curva, per esser precisi. Su questo non si transige, e spero che se la cosa cambierà io sia nel frattempo già morto. Non è una questione transitoria del tipo muto/sonoro o bianco e nero/colore: è proprio questione di "così è".


gparker ha detto...

no.
questo è passatista oltre che oscurantista.

Io non sono un promotore del 3D a tutti i costi, so bene che arriva per motivi di convenienza economica di chi il film lo distribuisce e che a chi lo promuove non frega nulla delle potenzialità di linguaggio. Tuttavia credo che nuovi strumenti possano dare nuove possibilità che sta agli autori sfruttare.

Se poi questo non dovesse accadere, se per l'ennesima volta nella storia del cinema il 3D non dovesse attecchire (anche se ora sembra difficile) oppure semplicemente alla fine si rivelasse qualcosa di poco incisivo (cosa che mi sembra ancora più improbabile) vorrà dire che è stato meglio così. Che evidentemente non era cosa.

Ma dirlo a prescindere, ponendo dei vincoli tecnici ad una forma d'arte è folle, specialmente considerando che non si parla di modificare la tecnica base (un fascio di luce proiettato su uno schermo piatto) ma di applicare un'illusione ottica in più ad un'arte che si basa già su altre illusioni ottiche (quella del movimento, quella del montaggio e via dicendo).

Quelli che dicevano che il cinema aveva senso solo muto e che il sonoro lo avrebbe snaturato avevano le loro ragioni e non dicevano cose totalmente sbagliate. Ma sbagliavano quando parlavano di snaturamento e il tempo l'ha provato.

Rispetto la tua visione ovviamente, lo preciso solo per il tono perentorio che mi rendo conto di aver assunto, ma dissento nel modo più feroce. Anzi mi spingo ad affermare che quel che hai detto è sbagliato, nel senso più stretto del termine.


dario ha detto...

Per stavolta appoggio parker.
Sembra veramente di sentire Norma Desmond che attacca il sonoro.
"Così è".
Come quelli che dicevano l'arte pittorica è per forza figurativa.
"Così è".
Come tutti quelli che, regolarmente, son passati alla storia come quelli che avevano il prosciutto sugli occhi.
"Così è".
Davvero, magari alla fine il 3d finisce in niente, ma non è meglio tenersi i pregiudizi per sé e sperare di poter anzi dire un bel "te l'avevo detto" invece di rischiare di far figuracce con quel tono apodittico a scatola chiusa?


Thomas Morton ha detto...

Credo che André Bazin avrebbe appoggiato il 3d.


Alberto Di Felice ha detto...

dario: Bell'interrogativo. Sicuramente sarebbe più saggio anche tatticamente; qua però, per grazia divina, si sta semplicemente esprimendo la propria modestissima opinione (che come tutte le opinioni può rivelarsi una baggianata, ma intanto si discute) nei commenti di un blog, e non si stanno lanciando crociate o anatemi. Io, molto semplicemente, credo che ad un livello generale il 3-D per il cinema -- come dice Gabriele -- molto semplicemente e già adesso "evidentemente non [è] cosa": mi piace certo che si provi a far qualcosa col 3-D per stuzzicare l'interesse del pubblico (come attrazione da circo, appunto), ma credo che il quid del cinema come mezzo sia contrario al 3-D: è quel quid che è rimasto immutato sia al passaggio fra muto e sonoro sia a quello fra bianco e nero e colore.


gparker ha detto...

non concordo con il fatto che il quid del cinema sia contrario al 3D Trovo che l'unico possibile quid individuabile nel cinema sia la fruizione di un racconto attraverso immagini in movimento. Le illusioni ottiche messe in campo non credo deviino dall'essenza della forma comunicativa.


Alberto Di Felice ha detto...

gparker: Beh, "contrario" forse è effettivamente eccessivo: direi più correttamente che il cinema non è connaturato all'idea della tridimensionalità. Il che sarebbe come dire l'ovvio. Il discorso, credo, dovrebbe partire dalla derivazione fotografica del mezzo (angolazione, luce, lenti, etc.); il cinema come forma narrativa, come mi pare uscire dal tuo ultimo commento, è sicuramente parte centrale di ciò che il cinema è, ma non affatto esclusiva.


Thomas Morton ha detto...

Personalmente mi ha comprato la frase di Parker sulla "visione attraverso il vetro" che corrisponde alla mia idea di quello che il cinema è: una sorta di finestra, un modo di "farci vedere", di "far apparire" il mondo e le sue storie, in cui la maggiore illusione di realismo non ne compromette affatto la natura (abbasso l'espressionismo).

L'unica cosa che mi preoccupa, del 3D, è che i miei difetti di vista potrebbero impedirmi di fruirne.


Fabio ha detto...

"L'unica cosa che mi preoccupa, del 3D, è che i miei difetti di vista potrebbero impedirmi di fruirne."

E' quello che mi chiedevo anche io...


gparker ha detto...

io credo che la narrativa sia una componente connaturata ad ogni forma di cinema anche quelle che non raccontano storie. C'è narrazione ogni qualvolta c'è esposizione, anche il palazzo ripreso fisso da Warhol è una forma di racconto.
Comunque trovo che il 3D sia congeniale anche alla fotografia. Se accettiamo che la profondità esiste comunque e che è data da diversi effetti sia appunto prospettici che "artificiali" come lo sfocato, allora che la si possa dare anche con un ulteriore espediente ottico non mi sembra diverso.

Sono stato al cinema 3D con una persona con occhiali e a parte un certo riverbero per l'esistere di un'intercapedine tra occhiali da vista e occhiali 3D non ha avvertito difficoltà.


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