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18.8.09

Addio ad un illustre sconosciuto

Interrompo il silenzio vacanziero del blog per la morte di Tullio Kezich, persona con la quale non ho mai scambiato nemmeno una parola, nemmeno due battute sul tempo in fila per entrare, ma che ho sempre visto alle proiezioni stampa, anche le più idiote (e nulla sa essere più idiota di certi film idioti proiettati alla stampa a luglio). Non lo dico per fare un complimento al defunto, il lavoro è lavoro, quanto per la comicità delle scene nelle quali lo vedevo coinvolto.
Non ho mai amato la sua critica (ha giudicato "Capolavori" Mission impossible 2 e 3, rincorrendo fuori tempo massimo la corretta valutazione postmoderna della furiosa azione di John Woo e poi il successo televisivo di Abrams) nè la sua prosa ma era la classica figura caratteristica. Dotato di un grandissimo passato, oltre che recensore è stato regista e scrittore teatrale e cinematografico come ricordano tutti i necrologi, è stato soprattutto aiutante di Fellini e parte del grandissimo team che animò La Dolce Vita.

Ma il vero motivo per cui rompo il silenzio estivo è che nonostante Kezich non sia mai stato per me un punto di riferimento professionale nè un amico o nemmeno un conoscente, lo stesso ha fatto parte di quella varia umanità che anima le proiezioni stampa romane, un volto visto almeno due volte a settimana per 3 anni. Un pezzo di storia del cinema italiano (ah le grandi locuzioni giornalistiche!) che camminava ma soprattutto si sedeva in mezzo a noi e dormiva durante i medesimi film con cani parlanti in cui dormivo anche io.

8 commenti:

Jack Skellington ha detto...

vengo a sapere solo adesso, tramite il tuo blog, della morte di kezich, e apprendo che non era nemmeno così decrepito (81 anni…), almeno in confronto a quella cariatide di rondi. per me kezich è sempre stato il massimo rappresentate della critica più tronfia, trombona, antiquata e totalmente fuori sintonia con il presente del cinema (ricordo ancora con raccapriccio la sua recensione di eternal sunshine of the spotless mind…), ma nonostante tutto rimango un pò turbato dalla notizia della sua morte, perché era davvero un “pezzo di storia del cinema” o forse perché mi ero ormai assuefatto alla sua indefessa presenza sulle colonne del corriere…


Thomas Morton ha detto...

A parte che M:I-2 è un capolavoro, direi che quella di Kezich è soprattutto un'altra generazione, difficilmente commensurabile con la nostra quanto a retroterra culturale. Di qui la difficoltà di lettura e l'aria di trombonaggine.

Però era un uomo tutto d'un pezzo, credo, non paragonabile a una figura "istituzionale" come Rondi.


gparker ha detto...

Non so, io davvero non lo conoscevo. Di certo la sua critica non mi è mai piaciuta nè mi è mai capitato di sentirgli dire qualcosa di folgorante su un qualsivoglia argomento. Ha lavorato nel cinema a livelli immensi per 50 e più qualcosa la sapeva di certo e di certo non è Rondi. Per il resto, o vedevo sempre alle proiezioni e la sua presenza ai film più idioti mi faceva ridere.


Mariolone ha detto...

magari veniva a quelle proiezioni stampa perchè cercava solo un posto tranquillo dove farsi una pennica....magari fra 50 anni farai anche tu così


gparker ha detto...

se capiterà sarai il primo a saperlo


Mariolone ha detto...

percepisco acredine....


gparker ha detto...

percepisci erroneamente


Mariolone ha detto...

percepito sbagliato


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