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7.7.11

Skypocalypse

Partito solo 10 giorni dopo Freaks e pensato con un taglio e uno stile agli antipodi della serie recentemente conclusa, Skypocalypse è una delle scoperte più felici fatte nel mondo delle serie per la rete italiane. Senza nessuna ambizione cinematografica o televisiva e fondato su un linguaggio e un'estetica pensabili solo online, anche questa webserie non nasce da un singolo cineasta ma dall'unione di alcuni vlogger, mediamente seguiti all'interno dell'universo di YouTube, che non hanno alcun background filmico ma che operano un racconto solo ispirato ad alcuni topoi del cinema e della serialità televisiva.

La vera forza di Skypocalypse però è la sua idea di fondo, ovvero che tutto il racconto della vita dopo quella che sembra essere stata la più tipica delle invasioni di zombie, sia mediato da una conversazione Skype. Del mondo esterno, degli zombie (o chi per loro) e di quel che accade per strada non c'è nulla, ogni episodio consiste per l'appunto in una videoconferenza del gruppo Skypocalypse creato su Skype per radunare i sopravvissuti all'insegna dell'otium divertito.
I sopravvissuti sono tre nerd rispettivamente appassionati di videogiochi, porno e serie televisive, decisamente più interessati a giocare in rete (finché internet regge) o a finire di vedere gli episodi delle serie tv realizzate prima dell'invasione, che a scoprire cosa succeda fuori. Le uniche incursioni dall'esterno avvengono nella forma di urla disumane fuoricampo.
Attorno a loro di volta in volta si uniscono in videoconferenza altri sopravvissuti in cerca di umani con cui comunicare, anch'essi caratterizzati da passioni estreme (fino ad ora sono comparsi un bassista, una maniaca della fotografia e un complottista).

Sebbene caratterizzata da valori produttivi prossimi allo zero, Skypocalipse sa farsi forza dei propri limiti (esilaranti gli incipit di quasi ogni episodio in cui i protagonisti regolarmente si chiedono come mai di cambiamenti nei personaggi e negli arredamenti inspiegabili a livello di trama) e anzi in certi momenti sembra puntare proprio su quello. Girando attorno a tutti gli stereotipi e ai caratteri del cinema e della serialità di genere apocalittico Skypocalypse trova la propria originalità nel modo in cui giustappone le fasi di dialogo e cerca un insperato quanto riuscito umorismo. Non che trovi quello che cerca in ogni caso, ma il tentativo di fare un discorso (e un racconto audiovisivo) diversi dagli altri media è encomiabile oltre che spesso riuscito.

1 commento:

cooksappe ha detto...

ok!! :PP


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