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21.5.12

Dracula 3D (2012)
di Dario Argento

SEZIONE MEZZANOTTE
FESTIVAL DI CANNES 2012

Chiunque in un momento della sua vita abbia amato il cinema spiazzante, innaturale e dinamico di Dario Argento non può non avere un momento di esitazione e dubbio sulla tragedia che è Dracula 3D, quando sui titoli di testa compaiono i nomi di Sergio Stivaletti (al prop making) e Claudio Simonetti (alle musiche). La vecchia squadra rimessa in piedi. Peccato che anche in quel momento un font da terzo Reich lavori sottilmente per suggerirti che le cose non andranno per il meglio.

Dracula 3D è esattamente quello che il trailer aveva fatto intuire. Per filo e per segno. Una recitazione stentata e mal diretta di battute banali e scontate, messe in immagini poco curate e totalmente implausibili. Il tutto condito da effetti speciali da lungometraggio d'animazione CG di studio indipendente europeo di inizio anni 2000. Terribile. A salvarsi è solo la profondità stereoscopica, molto ben fatta per quanto poco utilizzata.
Ci si potrebbe dilungare a lungo sulle tante cose che non vanno, ma alla fine non è quello il punto. Che Dracula 3D fosse un film realizzato male era ormai evidente, oltre che prevedibile, la sorpresa è che non è un film privo di idee. E se non è di certo perdonabile la pessima esecuzione (di tutti i comparti sia chiaro, nessuno è esente), è però anche da notare che l'immaginario pauroso non latita.

In più di un momento ci sono ottime idee di paura mandate in vacca e rese implausibili o ancora peggio ridicole da una realizzazione amatoriale e trascurata. Pur tentando l'impossibile impresa di girare un film serio che somiglia ad uno spoof, tanto è fedele agli stereotipi di Dracula da cinema del primo novecento, Argento mostra un immaginario vivo e qualche colpo da maestro della paura qual è. Questo è un modo di vedere la questione, uno molto indulgente, del resto visto il trailer chi non ama Argento non ha scuse per aver pagato un biglietto.

Alla fine sembra quindi che tutto il film sia riassumibile nella famigerata scena della locusta gigante, la perfetta metafora di cosa sia Dracula.
Per tutto il film il principe delle tenebre si tramuta in animali orrendi (mosche, gufi, lupi, bacarozzi...) e ad un certo punto, quando si capisce che il conte sta arrivando con cattive intenzioni, si odono passi lugubri e urla orrende. Si vede poi un'ombra salire le scale che si intuisce appartenere ad una locusta gigante. Fino a qua è perfetto! L'effetto di negazione di un orrore suggerito funziona, tanto quanto i rumori che lo introducono. Quattro secondi di cinema vero. Poi arriva la locusta ed è una cosa indegna fatta con Microsoft Paint. Avrebbe levato poesia anche a Tree of Life. 
Ecco questo è Dracula 3D: qualche idea degna di miglior causa affogata in un mare di implausibili stereotipi e cinema raffazzonato da gita domenicale.

5 commenti:

Eric Cartman ha detto...

Gabriele voglio chiedertelo perchè tu sei dell'ambiente, oltre ad essere molto competente. Ma secondo te come è possibileche un autore del genere che negli anni 70-80 ha prodotto dei film clamorosi, e da circa vent'anni continua insistentemente a proporre schifezze invereconde? ho visto Giallo qualche giorno fà dicendo "Non può essere peggio de Il Cartaio e Il fantasma dell'Opera" e quando ho visto adrien brody travestito da I Soliti Idioti mi sono sentito male.... bada che non chiedo "cosa è gli è successo" ma "perchè prosegue indomito invece di ritirarsi"!!


Gabriele Niola ha detto...

Secondo me è una questione di impossibilità di controllare un prodotto, da cui ne consegue che pure con buone idee tutto risce male perchè non hai più capacità a gestire i reparti, non hai più isoldi per avere uomini validi che facciano da soli nè hai la lungimiranza di non osare molto. Quando si dice "si è rincoglionito" un po' questo si intende, non è che si è dimenticato come si fa cinema, solo non riesce più a tenere le redini della macchina e per disavventure professionali non è circondato da team come quelli che stanno intorno a Bertolucci o De Oliveira, in grado da soli di garantire un livello qualitativo accettabile.

Il vero mistero, come dici tu, è perchè accettare questi prodotti una volta che sono finiti e che li vedi per quel che sono. Ma credo abbia a che vedere con l'autopercezione di sè, cioè lo stesso motivo per il quale le vecchie superimbellettate non si percepiscono come dei freak.


marcostraz ha detto...

Ah Dario Argento, ma perchè non ti ritiri? Tanto ormai il ricordo di quel gran regista che eri l'hai rovinato abbastanza...mi ero lasciato fregare con la Terza Madre e gli avevo regalato quei soldi...stavolta non mi frega...


Gabriele Niola ha detto...

stavolta non ci sono scuse


Eric Cartman ha detto...

La Terza madre, Giallo, Il Cartaio fanno veramente schifo. Non ci sono se e non ci sono ma e non ci sono eppure.... dei film IGNOBILI


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