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24.5.12

Io e te (2012)
di Bernardo Bertolucci

FUORI CONCORSO
FESTIVAL DI CANNES 2012

Si pensava che non avrebbe diretto più nulla e invece una storia tutta ambientata in una cantina (che quindi non gli richiede di spostarsi, cosa che ora che è su una sedia a rotelle è problematica) l'ha convinto a riprovarci. Si pensava dovesse essere in 3D e invece all'ultimo hanno deciso di scartare l'ipotesi per timore di un allungamento dei tempi di ripresa (secondo me sarebbe venuto benissimo con la terza dimensione). Si pensava fosse un filmone d'autore tratto da Ammaniti e invece è un film leggero, nè dramma nè commedia, un'opera che smussa qualche asperità del libro e si diverte a filmare un rapporto a due nel suo formarsi.

Se non fosse stato un film di Bertolucci sarebbe potuta essere l'opera più seria, matura e ragionata di un Brizzi (cioè di uno bravo che però si applica nella direzione sbagliata) mentre non sarebbe mai potuto essere un adattamento ammanitiano ad opera di Salvatores, proprio per la rinuncia a qualsiasi esagerazione autoriale.
Il profilo bassissimo scelto da Bertolucci lascia al film solo il suo mestiere, la scorrevolezza di una buona sceneggiatura (per quanto piena di anacronismi e momenti awkward bertolucciani) e un modo di fare cinema cioè di raccontare sensazioni che vanno oltre le parole piacevole e coinvolgente.

Anche al netto della versione italiana di Space Oddity cantata da Bowie stesso (perchè??), della citazione posticcia al "Royale con formaggio" e al particolare del 14enne di oggi che legge Tex come se fosse una cosa normale, Io e te rimane un film ben riuscito che fa sognare un cinema di medio livello tutto così. Storie commerciali e magari non particolarmente originali ma scritte da professionisti (un ragazzo si chiude nella cantina di casa fingendo di essere andato in settimana bianca per starsene da solo ma subirà l'invasione della sorellastra drogata con cui relazionarsi nello spazio stretto per 7 giorni), realizzate con gusto e abilità, cinema di rapido consumo con un minimo di cose da dire e una grazia nel tocco che abituano il pubblico a standard superiori. Magara!

9 commenti:

Pietro Bianchi ha detto...

Il libro era di una pochezza terribile. Incredibile che ci siano riusciti a fare un film. Forse ci voleva proprio un grande come Bertolucci...

p.s.: "Magara!"? (a fine articolo)


alp ha detto...

si dice infatti che solo da libri cosi' cosi' possono nascere buoni film...
gparker, sono convinto che ci sia un motivo sul perchè di space o. italiano, applichiamoci, voglio scoprirlo ( dopo avere visto il film, ovvio )


vinz ha detto...

Secondo me il libro era un piccolo miracolo. Una lingua asciutta e diretta, un'emotivita' pazzesca. Breve e intenso.
A me l'idea di Space Oddity italiana piace. L'adattamento di mogol e' demenziale("no ragazza triste no no no"?!) ma ha un'innocenza e sgangheratezza perfetta per il tema.


Gabriele Niola ha detto...

di space oddity riparliamone quando avete visto il film, non per spocchia ma perchè è parte di un insieme di scelte musicali singolarmente condivisibili (c'è anche boys don't cry) ma in fondo in fondo implausibili e d'epoca nonostante la modernità dell'ambientazione.

Pietro: Si lo so. E' un "romanismo", solo che è troppo più soddisfacente dire "Ma magara!" che solo "Magari"


Pietro Bianchi ha detto...

@vinz: secondo me il libro era una boiata pazzesca (per dirla alla fantozzi): personaggi mai ben dlineati, situazioni quasi noiose, nessun senso di immedesimazione con i protagonisti, ... L'unica cosa buona era che era breve (in pratica un racconto lungo), ma certamente non intenso. Del resto che si può pretendere da uno che per riparare la playstation la cucina nel forno con le lasagne? :(

@Gabriele: era un romanismo che non conoscevo, dovrò fare un corso di recupero in "gergo romano attuale"... ;)


vinz ha detto...

@pietro: il tuo parere sul libro mi era gia' ben chiaro...! :-)


vinz ha detto...

@gparker:
anch'io sono sempre perplesso in questa continua nostalgia del passato proposta nei media...e mi sono informato con degli amici che hanno figli adolescenti.
Mi hanno confermato con mio stupore che sentono i Cure, gli Smiths, e compagnia bella. Ovviamente, stiamo parlando di liceali alternativi da Virgilio.
Ne prendo atto. (anch'io tutto sommato mi sentivo i Beatles, e da mo' che Lennon era morto...)


Gabriele Niola ha detto...

sarà che tornano gli anni '80.... Ma tex no!


Pietro Bianchi ha detto...

@vinz: anche il tuo ;)

Comunque ho prove dirette che i liceali di oggi sentono i Queen e i Dire Straits... Mitici '80!
Del resto la nostalgia del passato è pilotata verso i 40-50enni, che allora erano (eravamo) giovani ed oggi possono spendere per ricordare la loro giovionezza...


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