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27.5.12

Mud (id., 2012)
di Jeff Nichols

CONCORSO
FESTIVAL DI CANNE 2012

Mud è un bel film. Racconta con partecipazione, sentimento e onestà la storia semplice di due bambini di 14 anni dell'Arkansas che scoprono una barca su un albero (probabilmente finità lì dopo un uragano), dentro vi trovano quello che pare un barbone e invece si rivela un fuggitivo. Con il fuggitivo i due instaurano un rapporto di fiducia e stringono un patto: loro lo aiutano a procurarsi quel che gli serve e lui gli darà la sua pistola.
Senza pretese, senza requisitorie, senza giudizi, con una punta minima di banalità (che serve la causa e non svilisce il film) Jeff Nichols racconta insomma la più classica delle storie di formazione, azzeccando bene i due protagonisti divisi tra rabbia, frustrazione e desiderio. L'unica perplessità è: che ci fa in concorso a Cannes?

Se partiamo dall'assunto che un festival come Cannes si ponga l'obiettivo di mettere in competizione pellicole audaci, particolari, magari estreme (motivo per il quale spesso arrivano boiate inumane) ma comunque portatrici di istanze e suggestioni che puntano alto, allora Mud non ha senso di stare in questa selezione.
Senza voler offendere il film di Nichols, che è e rimane un gran buon film, è più materia da Festival di Giffoni o da sezione Alice nella città del Festival di Roma, in ultima analisi è il riempitivo perfetto per il pomeriggio di Italia Uno di sabato, non un film in corsa per la Palma d'Oro!

Non si tratta nemmeno di una considerazione legata al genere o al tipo di storia narrata, è più una questione di quanto Nichols rischi e a quanto aspiri. Mud è un film molto ben fatto ma che gioca sul sicuro, non getta mai il cuore oltre l'ostacolo nè tenta in alcun modo di elevarsi sopra il resto. Per questo stona anche di fronte a titoli molto ma molto peggiori (come Paperboy) che però sono più adeguati ad un festival di questa tipologia.
Che a gareggiare per essere nominato come uno dei film migliori dell'annata ci sia un filmetto medio molto ben fatto ma irrimediabilmente scontato negli esiti, innocuo nelle proposte e derivativo nella riuscita sembra inaccettabile.

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